Regio VII – Via Lata


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Pavimento in tessellato rustico monocromo, punteggiato fittamente da inserti irregolari (scaglie) litici (travertino) e marmorei, policromi; non sono note le qualità del marmo utilizzato. Nella porzione conservata non è presente bordo.

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Pavimento in tessellato policromo articolato in più unità decorative: si riconoscono le soglie musive che definiscono le due nicchie (motivo ad onde correnti a giro incompleto - DM 101a); la soglia verso l'ambiente Ovest (cremagliera dentata - DM 12i); la soglia figurata (delfini) che definisce il limite della sala verso la vasca inserita nella nicchia centrale, parzialmente conservata e accessibile attraverso due gradini, uno dei quali rivestito a mosaico (alzato: fila di torri in colori contrastanti con effetto ambivalente - DM 96b; pedata: cremagliera dentata - DM 12i). Il laconicum presenta un'impaginazione ad emblema: su un fondo monocromo bianco redatto con un ordito di tessere a filari paralleli l'emblema centrale, articolato in bordo geometrico (fasce monocrome rosse che incorniciano una treccia a calice policroma - DM 74 c) e campo con decoro figurato (pesci su fondo marino).

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Del pavimento non rimane nulla se non le tracce in negativo dello strato preaparatorio. Copre un precedente pavimento in tessellato, datato alla fine del I secolo a.C. su basi archologiche e stilistiche. Non si ha nell'edito documentazione grafica e/o fotografica ad esso relativa.

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Resti di tesselato bicromo a decoro geometrico, coperto da una successiva pavimentazione in sectile. Del tessellato rimane un lacerto del bordo, il cui motivo decorativo sono denti di lupo.

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Cementizio a base fittile decorato con tessere (DM 103e), così descritto dai responsabili dello scavo: “pavimentazione di cocciopesto decorato con filari di cubi di mosaico” (BROISE, JOLIVET 2002, p. 169). Nell’edito non sono disponibili maggiori informazioni o documentazione grafica e/o fotografica.

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Broise e Jolivet danno notizia di “mosaici pavimentali a decorazione geometrica”, presumibilmente bicromi, in connessione con strutture datate all'epoca giulioclaudia indagate nel 2001 presso via di Porta Pinciana. Nell'edito non se ne hanno altre notizie, nè è disponibile documentazione grafica e/o fotografica.

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Sectile marmoreo policromo, parzialmente conservato in sito, con modulo medio a rettangoli listellati (motivo L/Hr2R). Il pavimento, datato su base stilistica al II secolo, sembra essere rimasto in uso per molto tempo ed aver conosciuto almeno due restauri in antico.

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Tessellato bicromo a decoro geometrico, in pessimo stato di conservazione, che presentava un restauro antico molto poco accurato. Manca nell'edito documentazione grafica e/o fotografica del mosaico.

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Tessellato geometrico bicromo, parzialmente conservato in sito, il cui soggetto è una composizione di quadrati e rettangoli, databile su base stilistica al IV secolo. Presenta tracce di più restauri eseguiti in antico.

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Tessellato bicromo, di cui resta la cornice perimetrale formata da fasce concentriche alternatamente bianche e nere.

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Tessellato policromo con composizione reticolata di cerchi grandi e piccoli tangenti, formanti ottagoni irregolari a lati concavi, disegnata da trecce a due capi allacciate (DM 236b).La composizione, delimitata da una cornice perimetrale con una coppia di sinusoidi allacciate, con girali vegetali e ghirlande di alloro negli spazi di risulta, è arricchita da motivi di riempimento: nei cerchi grandi si trovano una ruota a girandola policroma; un esagono a lati inflessi bordato da un giro di pelte contrapposte; una decorazione floreale con corona centrale policroma; nei cerchi piccoli nodo ad otto capi, svastica nera con raggi interni policromi e rosetta a croce.

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Pavimento a più unità decorative (spazio centrale e doppia abside), in opus sectile a modulo quadrato con motivi semplici.

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Pavimento in opus sectile marmoreo a modulo quadrato (Q3), conservato perlopiù in impronte.

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Pavimento in opus sectile marmoreo a modulo quadrato (Q3 .di medie dimensioni (modulo cm 60). La stesura è realizzata con materiali marmorei di reimpiego (prevalentemente sui toni del bigio, rosa, giallo e bianco), molti dei quali giuntati; pur in assenza di concordanze cromatiche specifiche, l'effetto d'insieme è comunque gradevole. Si rileva la presenza alcune formelle con quadrato minore listellato.

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Pavimento in opus sectile a modulo quadrato con motivi complessi: Q(YFL) quattro archi di circonferenza listellati che sviluppano in adiacenza motivi fusiformi, campiti da pelte e disposti intorno ad un disco listellato. I marmi impiegati sono prevalentemente quelli della "quadricromia neroniana", cioè giallo antico, pavonazzetto, porfido rosso e verde; si rileva anche la presenza di altre specie marmoree, che sono comunque selezionate ed inserite in modo tale da non alterare l'effetto cromatico d'insieme.

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Pavimento in cementizio; ignota la cromia e l’eventuale presenza di una decorazione. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Il mosaico presenta un campo decorato da un complesso motivo geometrico, il cui soggetto è una composizione ortogonale di ottagoni delineati adiacenti formanti quadrati. Non si hanno notizie relative al bordo. Gatti così descrive il pavimento: “mosaico di grossolana fattura; il fondo è a tasselli neri e la decorazione, a semplice disegno geometrico; rappresenta dei quadrati di m 0.67 di lato, con gli angoli terminanti in quadrati più piccoli; il tutto è formato con fasce a doppia fila di tesselli bianchi” (Gatti 1917, in bibliografia, p. 13). La notazione ‘grossolana fattura’ del Gatti potrebbe indicare tanto tessere di grandi dimensioni quanto una stesura non accurata delle stesse: in entrambi i casi si potrebbe trattare di un indizio a favore di una datazione tarda del pavimento. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in lastre marmoree, di cui si ignora eventuale modulo decorativo, cromia e stato di conservazione; Gatti annota che il piano pavimentale era leggermente inclinato verso un foro di emissione dell’acqua (Gatti 1917, in bibliografia, p. 11). Ne manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento a commessi laterizi: mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce a formare un opus spicatum. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento a commessi laterizi: bipedali (alcuni dei quali bollati: CIL XV, 1580 b, 1581 a); manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato monocromo nero con ordito di tessere a filari paralleli; il soggetto della decorazione è dunque geometrico (a campo omogeneo: DM 105a). Così l'archeologo responsabile, E. Gatti, lo descrive: “pavimento in grossolano musaico a tasselli neri” (Gatti 1917, p. 10); il termine 'grossolano' potrebbe indicare tanto una redazione poco accurata del pavimento quanto una grande dimensione delle tessere. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in tessellato, di cui sono ignoti stato e luogo di conservazione, noto solo da fonti di archivio inedite (CAR, V B 52 c); non si hanno notizie relative alla cromia e all’eventuale decorazione. Non ne è disponibile documentazione grafica.

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Lastricato irregolare in materiali misti (frammenti di lastrame marmoreo e laterizi di spoglio), noto soltanto da descrizione. Manca nell'edito la documentazione fotografica.

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Pavimento in opus sectile marmoreo, conservato in sito, noto solo da fonti di archivio inedite (CAR, V B 26 c), dalle quali si evince che le lastre erano gravemente danneggiate dal fuoco. Sono ignoti il modulo decorativo e la tipologia dei marmi impiegati. Non ne è disponibile nell'edito documentazione grafica e/o fotografica.

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Lacerto di tessellato marmoreo a schema reticolare, ricoperto o distrutto subito dopo la scoperta, così descritto dal Munoz (NSc 1912, pp. 337-42), responsabile dello scavo: “piccolo tratto (3.50 m x 0.60) di pavimento, fatto con grossi tasselli irregolari di marmi vari (serpentino, giallo antico, palombino, ecc.)”. E’ databile su basi archeologiche e stilistiche non prima del V secolo

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Pavimento marmoreo composto da lastre rettangolari di marmo bianco venato (m 0,85 x 1,90) e bigio disposte per filari paralleli di altezza irregolare.

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Pavimento cementizio a base fittile ("opera signina"). Noto solo da citazioni bibliografiche e d'archivio, manca la documentazione grafica e fotografica.

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Lastricato "lungo palmi 22 e largo 14, formato con lastre di marmo di varie dimensioni", dotato di chiusino centrale per il deflusso delle acque. Noto solo da citazioni bibliografiche e d'archivio, manca la documentazione grafica e fotografica.

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Pavimento in opus sectile marmoreo, composto "da piccole lastre di diversi colori e di forme varianti". Schema geometrico e modulo non ricostruibili. Noto solo da citazioni bibliografiche e d'archivio, manca la documentazione grafica e fotografica.

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Pavimento in tessellato, scoperto solo per un breve tratto corrispondente al bordo ("principio di un pavimento in musaico formato con due fascie, una bianca ed una rossa. La prima era composta con tesselli di pietra bianca, e la seconda con tesselli di porfido"). Noto solo da citazioni bibliografiche e d'archivio, manca la documentazione grafica e fotografica.

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Pavimento a commesso di laterizi disposti "a spina di pesce" (opus spicatum). Noto soltanto da fonti documentarie, manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato bicromo a motivi geometrici. Reticolato di fasce caricate da losanghe e quadrati concavi, in colori contrastanti, i quadrati nei punti di incrocio (var. DM 144a).

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Tessellato bicromo a motivi geometrici con cornice perimetrale di spine corte (DM 12d) e campo decorato con una scacchiera (DM 114a).

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Tessellato bicromo con scansione e decorazione non documentate, menzionato soltanto da fonti d'archivio. Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Pavimento in cementizio di tipo non identificato, noto soltanto da fonti documentarie. Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tratto di pavimento in tessellato di tipo non identificato. Menzionato esclusivamente da fonti archivistiche, manca la documentazione grafica e fotografica.

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Pavimento in tessellato bicromo, di cui non sono conosciuti stato e luogo di conservazione, noto solo da fonti di archivio inedite (CAR, II D 26); presentava decorazione geometrica, di cui rimane ignoto il soggetto. Non ne è disponibile documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in tessellato bicromo, di cui sono ignoti stato e luogo di conservazione, noto solo da fonti di archivio inedite (CAR, II D 14); non si hanno notizie relative alla decorazione. Non ne è disponibile documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato figurato bicromo (dim. m 3 x 2), conservato in sito; il soggetto, una scena dionisiaca, presentava centralmente un kantharos con fiori e frutta; ad ogni angolo era un satiro di dimensioni quasi naturali. Nell’edito non è disponibile documentazione grafica e/o fotografica del mosaico.

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Pavimentazione in cementizio a base fittile, monocromo, così descritto dall’archeologa che curò lo scavo: “costituita solo da uno strato di cocciopesto” (Felletti Maj 1975, in bibliografia, p. 185).

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Tessellato policromo con composizione ortogonale a meandri di svastiche a giro semplice e quadrati, in prospettiva (DM 193f) nel campo, incorniciato da una composizione romboidale di squame allungate bipartite, adiacenti, in colori contrastanti (DM 217b). Il mosaico è redatto con tessere di calcare bianche, nere, gialle, rosse e verdi, di piccole dimensioni.

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Pavimento in opus sectile marmoreo, conservato in sito, noto solo da fonti di archivio inedite (CAR, V E Foro Traiano); sono ignoti il modulo decorativo e la tipologia delle lastre marmoree impiegate. Non ne è disponibile documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato geometrico bicromo, solo parzialmente conservato in sito, il cui soggetto è un campo omogeneo (DM 105a). Manca nell’edito documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo a decoro geometrico, così descritto dal Gatti, responsabile dello scavo “un avanzo del pavimento in musaico (…). E’ a fondo bianco, con disegni geometrici, rosoni, e quadretti in tasselli neri, disposti a scacchi” (GATTI 1907, p. 335). Dalla descrizione sembra di poter riconoscere il motivo decorativo in un cassettonato, campito da diversi elementi. Manca nell’edito la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in cementizio, di cui sono ignoti stato e luogo di conservazione, noto solo da fonti di archivio inedite (CAR, V A 124 a); non si hanno notizie dell'eventuale presenza di decorazione. Non ne è disponibile documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo a decoro geometrico, intercettato in più punti dello scavo alla stessa quota (di m 3.10 sopra il livello della via Sistina nel 1900) e ritenuto dai responsabili dello scavo pertinente ad un unico ambiente non interamente scavato. Presentava un bordo a fascia monocroma nera e un campo moonocromo bianca ad ordito di filari paralleli. Manca nell'edito documentazione grafia e/o fotografica.

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Lacerto di tessellato monocromo bianco (lungh. massima conservata m 1.30) a decoro geometrico (campo omogeneo); non si ha notizia dell'eventuale presenza di bordo. Era coperto da un tessllato policromo a decoro vegetale (foglie) impostato ad una quota superiore di m 0.90; ne manca documentazione grafica e/o fotografica nell'edito.

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Pavimento "in marmo bianco, lungo per ora m. 2,50 x 2,50" (da Fiorini 1988, in bibliografia, n. 3, p. 45). Manca nell'edito la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato bicromo a decoro geometrico (dimensioni massime conservate m 2.60 x 1.30), articolato in un bordo a fascia monocroma nera e un campo il cui soggetto è una scacchiera di singole tessere (DM 111a): "mosaico a quadretti bianchi e neri con fascia tutta nera" (da Fiorini 1988, in bibliografia, n. 3, pp. 45-7). Nell'edito è disponibile documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento a commesso marmoreo (lungh. massima conservata m 3.40; largh. 2.40), policromo, in ottimo stato di conservazione. Non ne è noto il modulo decorativo, nè nell'edito è disponibile documentazione grafica e/o fotografica. Dalle note del giornale di scavo sembra inoltre che fosse visibile una soglia musiva di collegamento ad un ambiente adiacente, non scavato (Fiorini 1988, in bibliografia, n. 3, p. 45). Un disegno della pavimentazione in sectile è ricavabile dalla pianta edifiicio che si trova nell'Archivio Storico - SSCol, Archivio Disegni, n°59.

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Tessellato noto da fonte di archivio (edita nella n. 3, p. 45, di Fiorini 1988, in bibliografia, da cui sono tratti i passi virgolettati), di cui manca documentazione grafica e/o fotografica nell'edito. Si tratta di un lacerto di mosaico (misure massime conservate lungh. m 4) a decoro vegetale la cui quota era superiore di m 3.10 quella stradale del 1900. Si articolava in un bordo geometrico bicromo: "tre file nere a forma di greca (DM 33a?) e a cm 12 una risega di marmo; quindi viene una larga fascia larga cm 72 formata di mosaico a tortiglione bianco e nero e al centro di quadretti dello stesso colore" (DM 71f?) e un campo policromo a decoro vegetale ("mosaico bianco, largo m. 2.05 ed al centro con foglie a colori verde e giallo"). Copriva un tessellato monocromo a decoro geometrico (campo omogeneo). Un disegno del pavimento si trova nell'Archivio Storico - SSCol, Archivio Disegni, n°187.

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Pavimento in tessellato bicromo, di cui sono ignoti stato e luogo di conservazione, noto solo da fonti di archivio inedite (CAR, II H 2); non si hanno notizie relative alla decorazione. Non ne è disponibile documentazione grafica e/o fotografica.

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