Regio XIII – Aventinus


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Tessellato bicromo, probabilmente a decoro geometrico, rinvenuto alla profondità di m 5, descritto come "musaico bianco e nero" (FIORELLI 1885, pp. 156-157). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in tessellato noto soltanto da documenti d'archivio (CAR VIII B, 13 b); manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato noto solo da fonti di archivio (CAR VIII A 59 m). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Lacerto di pavimento "a musaico bianco nero" (CAR VIII A, 59 d; GATTI 1893, p. 119). Il tessellato presentava probabilmente una decorazione geometrica. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo noto solo da fonti di archivio (CAR VIII A 59 n). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo, noto solo da fonti di archivio (CAR VIII A, 59 n); manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo noto solo dalle fonti di archivio (CAR VIII A 59 n). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo noto solo da fonti di archivio (CAR VIII A 59 n). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento a commessi laterizi, realizzato da mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum); manca la documentazione grafica e/o fotografica del pavimento, noto esclusivamente da documenti di archivio inediti (CAR VIII B, 10.d).

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Pavimento in tessellato, noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII, varie sciolta). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Pavimento in tessellato noto soltanto da fonte d'archivio (CAR VIII, varie sciolta); manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato noto soltanto da fonti d'archivio (CAR VIII, varie sciolta); manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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La fonte di archivio (CAR, Nuove Schede Provvisorie, tav. VIII) riporta la seguente descrizione: "Pavimento composto di tessere di pietra palombina e marmo e piccoli poligoni di pietre colorate", probabilmente da identificare con un tessellato omogeneo con punteggiato irregolare di inserti lapidei (litici e/o marmorei), tipo DM 106a. Manca la documentazione fotografica.

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Frammento di tessellato scoperto nel 1885, nel corso di lavori di ristrutturazione nell'abside della basilica, "dal lato destro" e probabilmente pertinente ad una precedente pavimentazione (CAR VIII, 46 b). Il tratto pavimentale, rinvenuto in condizioni di reimpiego, viene così descritto: "pezzo dell'antico pavimento a musaico tessellato con pietruzze e lastrine di porfido, serpentino, giallo e bigio, chiuse entro una fascia di marmo bianco" (BARNABEI 1885, p. 28). Nella descrizione del pavimento, di cui manca la documentazione grafica o fotografica, sembra possibile riconoscere un tessellato a grandi tessere con inserti marmorei anche da opus sectile (cd. sectile-tessellato), probabilmente pertinente alla basilica paleocristana o ad uno dei suoi annessi.

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Pavimento con fitto punteggiato irregolare di inserti litici su base fittile (var. DM 103c). Gli inserti, di forma quadrangolare, sono scaglie di ardesia (lato cm 4-5) e palombino (lato cm 5-6), nettamente prevalente; sono presenti anche tesserine oblunghe di forma quasi rettangolare, della misura di cm 1 x 2 circa. Rara la presenza di materiali diversi: si notano pochi tasselli di litomarga verde, marmo giallo antico o africano, da considerare in ogni modo pertinenti alla redazione originale del pavimento (BOLDRIGHINI 2000, p. 206). Il pavimento è bordato su tutti i lati eccetto quello di ingresso da una fascia (largh. cm 22) in cementizio a base fittile, decorata dalla rada inserzione irregolare di scaglie molto piccole di palombino e di pochi frammenti maggiori dello stesso marmo o dei marmi colorati presenti nel campo. Lo stesso pavimento, pur con una concentrazione maggiore di marmi colorati, riveste la nicchia rettangolare (prof. cm 25.50) presente sulla parete meridionale del vano.

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Punteggiato irregolare di inserti marmorei e litici policromi su base fittile (DM 103a). Gli inserti sono piccolissimi frammenti di palombino, alternati con qualche scaglia più grande (lato cm 4) e frammenti di ardesia. Rare sono le schegge di marmi colorati, prevalentemente giallo antico e africano.

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Cementizio a base fittile con inserti policromi marmorei di grandi dimensioni (var. DM 103a): le scaglie misurano in media 7-8 cm. Gli inserti sono disposti a creare un punteggiato abbastanza regolare e sono di palombino, giallo antico, bardiglio di Luni, portasanta, serpentino nero e africano (anche nella varietà di colore verde), pavonazzetto e cipollino; alcuni frammenti di marmo greco scritto di Ippona. Tra gli inserti si nota un piccolo frammento di lesena scanalata, riutilizzata nel pavimento (BOLDRIGHINI 2000, p. 207).

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Cementizio a base fittile con inserti policromi marmorei di grandi dimensioni (var. DM 103a): le scaglie misurano in media 7-8 cm. Gli inserti punteggiano irregolarmente pur se con una certa uniformità, sono di palombino, giallo antico, bardiglio di Luni, portasanta, serpentino nero e africano (anche nella varietà di colore verde), pavonazzetto e cipollino; alcuni frammenti di marmo greco scritto di Ippona. Tra gli inserti si nota un piccolo frammento di lesena scanalata, riutilizzata nel pavimento. Il confronto più stringente sembra essere il pavimento dell'impluvio della Casa del Poeta Tragico (BOLDRIGHINI 2000, p. 207).

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Pavimento cementizio a base fittile, fittamente punteggiato da inserti marmorei di forma irregolare e dimensioni variabili (in media lato cm 5, i frammenti maggiori arrivano fino a cm 19). I materiali predominanti sono l'ardesia e il palombino; sono presenti anche frammenti di marmo giallo antico, africano, serpentino, alabastro cotognino, breccia rossa appenninica, litomarga verde, lumachella orientale, scaglie di breccia di Aleppo, rari frammenti di pavonazzetto. Tra gli inserti si distinguono alcuni elementi di dimensioni maggiori e forma regolare: due lastrine esagonali di palombino e due romboidali di marmi colorati. La tessitura, molto fitta, è irregolare. Il pavimento è bordato su tre lati da una fascia (del tutto mancante sul lato di accesso, che non presenta una soglia differenziata) larga in media cm 43, caratterizzata da poche, piccole scaglie di palombino inserite nella base. Presso la parete di fondo della stanza, in posizione centrata, si trova una lastra monolitica perfettamente circolare di breccia di Aleppo, con ogni probabilità pertinente alla realizzazione originale del pavimento, una sorta di emblema destinato ad impreziosirlo. Ai lati della lastra, vicino alla parte di fondo e in posizione simmetrica si trovano due riquadri (lato cm 45) caratterizzati da un cocciopesto grezzo non livellato, privo di scaglie, risalente con ogni probabilità alla stesura originale della pavimentazione. Si tratta probabilmente della predisposizione per l'alloggio di basi.

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Pavimento a lastre marmoree omogenee (?) di marmo bianco, conservato soltanto a livello di impronte.

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Pavimento a lastre marmoree omogenee (?) di marmo bianco, conservato soltanto a livello di impronte.

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Pavimento in opus sectile a piccolo modulo, redatto secondo lo schema dei rombi listellati, probabilmente in materiali interamente non marmorei e in contrasto cromatico (rombi di calcare nero tipo ardesia e losanghe di calcare bianco tipo palombino). La stesura era bordata, presumibilmente su quattro lati, da un largo listello di colore chiaro (calcare bianco o marmo, come sembrerebbe indicato dalle venature).

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Pavimento in opus sectile a modulo medio in redazione marmorea (specie non identificate), composto secondo il motivo dell'isodomo listellato e rinvenuto ad una quota più superficiale rispetto al complesso di pavimentazioni di epoca tardo-repubblicana/augustea e severiana.

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Pavimento in opus sectile a modulo medio in redazione marmorea, composto secondo il motivo dei quadrati iscritti in un quadrato maggiore (Q3).

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Pavimento in opus sectile marmoreo composto secondo il motivo ad "isodomo listellato", conservato solo in impronte.

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Pavimento in opus sectile marmoreo policromo a grande modulo, in parte conservato a livello di impronte. Il sectile è composto secondo un motivo a grande modulo quadrato reticolare listellato con alternanza dei motivi decorativi interni ai quadrati; al centro della composizione era presente una grande rota marmorea (diam. 2.50) di cui si conserva solo parte dell'impronte. Il reticolo è disegnato da lastre di pavonazzetto; i punti di intersezione sono evidenziati da quadrati di verde antico e giallo antico (in alternanza regolare) con disco di granito inscritto. All'interno del reticolo si collocano, in alternanza abbastanza regolare, rettangoli listellati, tondi con foglie lanceolate agli angoli e rombi listellati ed altri motivi complessi di difficile ricostruzione. Il pavimento è realizzato perlopiù con lastrine marmoree di reimpiego.

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Tratto di pavimento (dim. max m 5.20 x 2.60, come si ricava dal disegno) in opus sectile a piccolo modulo in redazione probabilmente non marmorea. Il sectile presenta campo pavimentale (scoperto solo in parte), redatto secondo il motivo dei quadrati con triangoli inscritti disposti a clessidra (Qt), un bordo costituito da una doppia fila di quadrati sulla diagonale (Q) in contrasto cromatico e una fascia interna formata da una fila di formelle rettangolari listellate con losanga inscritta. Manca la documentazione fotografica.

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Pavimento in opus sectile a piccolo modulo, redatto secondo lo schema dei quadrati sulla diagonale (Q), probabilmente in materiali interamente non marmorei e in contrasto cromatico (calcare nero tipo ardesia e calcare bianco tipo palombino). La stesura era bordata, presumibilmente su quattro lati, da un largo listello di colore chiaro (calcare bianco o marmo, come sembra suggerito dalle venature).

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Pavimento in opus sectile a piccolo modulo, composto da file ortogonali di esagoni e losanghe, probabilmente in materiali interamente non marmorei e in contrasto cromatico (losanghe di calcare nero tipo ardesia e esagoni di calcare bianco tipo palombino). La stesura era bordata, presumibilmente su quattro lati, da una fascia di colore chiaro (lastrine lapidee, di calcare bianco o marmo).

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Pavimento in opus sectile a piccolo modulo, redatto secondo lo schema dei cerchi allacciati, probabilmente in materiali interamente non marmorei e in contrasto cromatico (con elementi calcare nero tipo ardesia e di calcare bianco tipo palombino). La stesura era bordata, presumibilmente su quattro lati, da una fascia di colore chiaro (in lastrine di calcare bianco o marmo?). Il pavimento, noto solo da disegno, è classificato da GRANDI, OLEVANO 1995, p. 367 fra i sectilia pavimenta, ma la rarità del motivo fra i commessi lapidei e, insieme, la diffusione dello stesso nella produzione musiva della prima età imperiale, solleva qualche dubbio circa l'assegnazione del manufatto alla produzione più antica dell'opus sectile.

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Pavimento (scoperto per una superificie massima di m 2.80 x 7.60, secondo il disegno) in opus sectile a modulo medio (?), in redazione interamente marmorea (con listelli di rosso antico e "marmi transmarini") e composto in gran parte secondo il motivo dell' "isodomo listellato". Una parte del pavimento è invece rivestita da moduli di dimensioni maggiori, anch'essi rettangolari e listellati.

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Pavimento in opus sectile a modulo quadrato, probabilmente in redazione marmorea e a modulo medio (scoperto per una larghezza massima di m 2.50). Il campo è rivestito da almeno 12 formelle di tipo Q3 con inversione dell'alternanza cromatica interna nelle formelle adiacenti; la cornice è redatta secondo un motivo più complesso, una scacchiera di formelle rettangolari incorniciate da larghi listelli che racchiudono rettangoli listellati o quadrati contenenti quadrati sulla diagonale (Q2).

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Pavimento in opus sectile a modulo medio in redazione marmorea (specie non identificate), composto secondo il motivo dell'isodomo listellato e rinvenuto ad una quota più superficiale rispetto al complesso di pavimentazioni di epoca tardo-repubblicana/augustea e severiana.

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Pavimento in opus sectile a modulo medio in redazione marmorea (specie non identificate), composto secondo il motivo dell'isodomo listellato e rinvenuto ad una quota più superficiale rispetto al complesso di pavimentazioni di epoca tardo-repubblicana/augustea e severiana.

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Tessellato bicromo (m 4 x 3.25, secondo quanto ricavabile dal disegno). Campo con decoro vegetale (cespi e candelabri) stilizzato, inquadrato da fasce monocrome in colori contrastanti (DM 1y); su uno dei lati la fascia è formata da una scacchiera di singole tessere, probabilmente riconducibile ad un intervento di restauro antico. Il rivestimento copriva due precedenti pavimentazioni musive, a campo omogeneo monocromo la più recente e a motivi geometrici la più antica.

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Pavimento in tessellato bicromo geometrico. Campo inquadrato da una fascia di lastre marmoree e decorato da una scacchiera, con scacchi caricati da un quadrato iscritto sulla diagonale in colori contrastanti, con effetto di reticolato (DM 120g). L'effetto di risulta vede all'interno di ogni quadrato crocette circondate da triangoli disposti a clessidra.

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Tessellato bicromo a decoro geometrico (m 4 x 3.25, in base a quanto riportato nel disegno). Bordo articolato, dall'esterno verso l'interno, in fasce monocrome a colori contrastanti (DM 1y) e linea doppia bicroma di tessere disposte a scacchiera (DM 1k). Nel campo motivo a scacchiera di scacchi caricati da un quadrato iscritto sulla diagonale in colori contrastanti con effetto di reticolato (DM 120g). Il pavimento è forse identificabile con il tessellato, menzionato dalle relazioni di scavo (R. LANCIANI, in NSc 1893, p. 194), rinvenuto alla profondità di m 0.50 sotto altri due pavimenti, uno monocromo a campo omogeneo, l'altro a decoro vegetale.

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Tessellato articolato in bordo (fascia monocroma bianca, DM 1y) e campo, che si presenta come una composizione ortogonale di meandri, svastiche e quadrati (DM 190a), qui caricati da un quincunx (composto da una tessera centrale nera e quattro tessere bianche), delineata in bianco su un fondo in tessellato nero.

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Frammento di bordo di tessellato bicromo a decoro geometrico, in nero su fondo bianco. Bordo costituito, dall'esterno verso l'interno, da due fasce monocrome (DM 1y) nere di larghezza differente, una larga fascia decorata da un meandro di svastiche a giro semplice e quadrati, non continui, con effetto di "greca spezzata" (var. DM 38c).

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Tessellato bicromo (scoperto per una lunghezza massima di m 4.25, secondo quanto ricavabile dal disegno) articolato in due unità decorative (soglia e rivestimento pavimentale dell'ambiente vero e proprio), entrambi a decoro geometrico. La soglia è decorata da una fila di coppie non contigue di pelte diritte e opposte tangenti; il vano presenta un tappeto musivo articolato in bordo, costituito da una larga fascia monocroma, e campo, decorato con una composizione di ottagoni adiacenti.

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Tessellato articolato in bordo, costituito da un'ampia fascia di tessellato nero (DM 105a), e campo decorato da una composizione ortogonale di croci di clave ('vasi panciuti') intorno ad un quadrato concavo centrale qui vuoto, in colori contrastanti, tangenti (DM 159b).

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Tessellato bicromo a motivo geometrico, con campo decorato da una composizione reticolata di gruppi di quattro vasi campaniformi tangenti per i vertici e formanti un quadrato a lati concavi, caricato da un quadrato (var. DM 152f).

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Tratto di tessellato bicromo geometrico, a tessere nere su fondo bianco. Campo decorato con reticolato di file di quadrati sulla diagonale tangenti, in colore contrastante, gli scomparti in forma di grandi quadrati a gradini (DM 133c).

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Tessellato monocromo bianco punteggiato irregolarmente da inserti lapidei policromi (DM 106a), così descritto dal Lanciani: "piccolo avanzo di altro pavimento in mosaico bianco con cubetti di vari colori, sparsi qua e là, senza disegno geometrico" (R. LANCIANI, in NSc 1892, p. 314). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato monocromo bianco punteggiato irregolarmente da inserti lapidei policromi (DM 106a), così descritto dal Lanciani: "musaico bianco con vari pezzetti di marmi colorati e di forme irregolari, qua e là inseriti" (R. LANCIANI, NSc 1893, p. 32). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato bicromo figurato (CAR VII; A 42a), articolato in bordo a decoro geometrico, realizzato da tre fasce monocrome di ampiezza diversa e in colori contrastanti (DM 1y), e campo figurato; protagonista di quest'ultimo è Orfeo, rappresentato centralmente, all'ombra di un albero intento a suonare la lira, circondato da vari animali raffigurati su più registri, con l'indicazione schematica dei livelli di terreno, realizzata da linee con andamento orizzontale. Si tratta prevalentemente di animali africani (leoni, elefanti, pantere, serpenti), insieme a più comuni animali del mondo mediterraneo, come i pavoni. Le figure sono rappresentate in nero su fondo bianco, i particolari sono delineati da linee semplici di tessere in colori a contrasto. Il restauro, condotto tra la scoperta nel 1892 e la collocazione definitiva all'interno del convento, datata dall'epigrafe che fa da cornice al mosaico nel 1898, sembra essere stato molto pesante, con forti integrazioni e rimaneggiamenti (compreso il taglio di una parte del mosaico, che rappresentava un centauro in lotta con una tigre, che ha ridotto le misure originali di m 5.75 x 3.25 a m 5.21 x 2.16); questo dato, insieme allo stile quasi sommario e alla fioritura nell'ambiente antiquario romano poco dopo la scoperta di mosaici molto simili, hanno fatto pensare ad un rifacimento quasi totale (GIANFROTTA 1976).

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Tessellato monocromo bianco a campo omogeneo (DM 105a); copriva un tessellato bicromo a decoro geometrico ed era coperto da un più tardo tessellato a decoro vegetale. Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato bicromo geometrico esteso all'intera superficie dell'ambiente. Il pavimento è articolato in due pannelli giustapposti, ciascuno dei quali inquadrato da un'ampia fascia monocroma a filari paralleli di tessere nere (DM 105a) e, verso l'interno, da una sottile fascia nera (DM 1y). Il primo pannello è decorato da file di coppie di squadre scalate contrapposte e tangenti formanti file alternate di quadrati più grandi e più piccoli tangenti sulla diagonale, in colori contrastanti (DM 119c); il secondo contiene un composizione ortogonale di quadrilobi di pelte attorno ad un quadrato concavo sulla diagonale (var. DM 225f).

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Il tessellato presenta una decorazione geometrica articolata in due pannelli, probabilmente corrispondenti ad una distinzione funzionale delle due porzioni pavimentali. Il primo è un tessellato monocromo bianco inquadrato da un'ampia fascia nera, entrambi costituiti da filari paralleli di tessere in ordito rettilineo (DM 105a). lI secondo presenta una composizione ortogonale, in tessere nere su fondo bianco, di squame adiacenti in colori contrastanti (DM 217c), che sul limite del bordo diventano triangoli dai lati concavi e sugli angoli bipenni.

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Tratto di tessellato bicromo a decoro geometrico: composizione di esagoni allungati obliqui e triangoli mistilinei (DM 211e). Abbondante uso di tessere sparse di colore contrastante su tutta la superficie pavimentale.

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Tessellato bicromo a motivi geometrici, incorniciato da una larga fascia monocroma di tessere nere in ordito rettilineo (DM 105a). Composizione di motivi curvilinei: dischi, ogive, doppie asce e quadrati curvilinei formanti ottagoni mistilinei dai lati concavi e convessi in colori contrastanti, generato dall'alternanza regolare di moduli stralciati dallo schema DM 155a e gruppi di quattro quadrilateri curvilinei. Abbondante uso di tessere sparse di colore contrastante sia nella cornice perimetrale che nel campo.

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Pavimento a commessi laterizi, formato da mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum). Il pavimento, noto da fonti di archivio (CAR VIII A, 10 III b), copre un preesistente pavimento in tessellato bicromo. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo noto esclusivamente da fonti di archivio (CAR VIII A 10 III b). Coperto da un pavimento a commessi laterizi. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato noto solo da fonte d'archivio inedita (CAR VII, F 44). Manca qualsiasi informazione sul pavimento, così come la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII D, 41 a). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato a campo omogeneo monocromo nero, probabilmente in filari paralleli di tessere in ordito rettilineo (DM 105a), rinvenuto in situ e descritto come "mosaico nero uniforme" (MENEGHINI 1985, p. 440). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Lacerti di tessellato bicromo a decoro geometrico, articolato in un bordo costituito da una fascia monocroma bianca (DM 1y) e un campo a fondo nero; il mosaico è così descritto "mosaico più fine, nero, contornato da fasce di tessere bianche e forse decorato con motivi geometrici centrali" (MENEGHINI 1985, p. 440). La defiinizione "più fine" forse è relativa alle dimensioni delle tessere, dato plausibile considerando che il confronto avviene con resti di pavimentazione relativi probabilmente ad un'area scoperta. Manca la documentazione fotografica.

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Pavimento a commessi laterizi, realizzato con mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum); il pavimento, che manca di documentazione grafica e/o fotografica, è noto solo da fonti di archivio, inedite (CAR VIII c 32).

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Tessellato bicromo figurato (di cui si ignora il soggetto decorativo), noto esclusivamente da fonti di archivio (CAR VII 1, Varie Sciolta - inedita); mancano maggiori informazioni sul mosaico e la documentazione fotografica. Dopo la scoperta il mosaico fu asportato e successivamente se ne persero le tracce.

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Pavimento in cementizio a base fittile, descritto come "piano a cocciopesto" (GATTI 1931, p. 238), rinvenuto a 7 m di profondità dal livello di calpestio. Manca la documentazione fotografica.

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Tessellato monocromo a campo omogeneo, descritto come "di cattiva fattura" (GATTI 1931, p. 238). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato monocromo bianco a campo omogeneo (DM 105a); manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento a commessi laterizi, realizzato da mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato policromo noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII A 69.b); motivo decorativo non determinabile. Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato bicromo noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII A 69.c), motivo decorativo non documentato. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo a decoro geometrico, noto esclusivamente da documenti di archivio inediti (CAR VIII A, varie sciolte). Il pavimento presenta campo monocromo bianco in ordito di filari paralleli (DM 105a) inquadrato da fasce monocrome (DM 1y) di file di tessere nere in ordito diritto, su fondo bianco. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo a decorazione geometrica e figurata, noto da fonti di archivio (CAR VIII A, 65 a): composizione "a cassettoni" (DM 128c) in colori contrastanti, probabilmente con effetto plastico, campiti da vari motivi figurati: pesci, pampini d'uva, spighe, fogliami. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in cementizio a base fittile, con inserti lapidei disposti in modo irregolare e pseudoemblema centrale in sectile marmoreo. Il pavimento è descritto in una nota del Colini (Archivio Colini, X Ripartizione): "pavimento di cocciopesto con frammenti marmorei interposti e un quadro al centro formato da mattonelle marmoree". Lo pseudoemblema era ornato da un ottagono circondato da due esagoni e due quadrati e da una serie di lastre marmoree di forma e dimensioni molto diverse, forse attestanti un restauro. Il pavimento era coperto da un successivo rivestimento in tessellato bicromo a motivo geometrico. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo a decoro geometrico, parzialmente conservato; si impostava su un precedente pavimento in cementizio su base fittile. Il Colini lo descrive rapidamente come "mosaico a tessere di mediocre grandezza bianche e nere formanti un disegno geometrico" (Archivio Colini, X Ripartizione). Diviso in pannelli al momento dello strappo: il frammento più grande misura m 2.10 x 2.16; quello più piccolo m 0.98 x 1.52. Tessere di basalto e palombino (cm 0.8-1.5). Inquadrato da una fascia monocroma nera (DM 1y) su fondo bianco, il campo è decorato con una composizione ortogonale, nera su fondo bianco, di stelle di otto losanghe tangenti per due sommità formanti quadrati grandi e piccoli sulla diagonale (DM 173b). I quadrati sono campiti con quadrati semplici e concavi sulla diagonale, in tessere nere; negli spazi di risulta che rimangono presso il bordo sono inseriti triangoli campiti centralmente da un triangolo semplice in colore contrastante o da una composizione di triangoli più piccoli, sempre in colori alternati. Al centro del pavimento il quadrato più grande costituisce uno pseudoemblema, redatto con tessere più piccole, delineato da una cornice a scacchiera minuta (DM 1k) e campito con motivi vegetali (fogliette, grappoli d'uva e melograni).

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Frammento di tessellato bicromo a motivi geometrici. Campo inquadrato da una semplice linea nera (DM 1a) e decorato con una composizione ortogonale di quadrilobi tangenti, caricati da un quadrato a lati concavi e formanti ottagoni concavi (var. DM 224b). Abbondante uso di tessere sparse di colore contrastante sia nella cornice perimetrale che nel campo. Mancante su tutti i lati, dim. m 1.35 x 0.90. Tessere di basalto e palombino.

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Mosaico a fondo nero, presumibilmente monocromo e a campo omogeneo, con ordito di tessere a filari paralleli (DM 105a). Manca la documentazione fotografica.

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Tessellato, noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII E, 13 a 2 - inedita). Manca anche la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo, noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII A 41.d. - inedita). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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L'emblema, realizzato in tessere minute, si articola in un bordo bicromo e un campo policromo. Il primo presenta un decoro geometrico, composto da una doppia fascia di denti di sega (DM 10a) che incornicia una fila di astragali ed ellissi in prospettiva (DM 23m); le due fasce presentano i colori invertiti, di modo che i vertici dei triangoli equilateri dello stesso colore, disegnati dal motivo, risultano opposti. Il bordo è certamente riconducibile ad un restauro settecentesco, o, più probabilmente, una totale integrazione (LAVAGNE 1999, p. 326). Il campo, policromo, presenta, sullo sfondo di un paesaggio collinare e silvestre alcuni animali selvaggi lungo un ruscello: all'estremità destra, presso una piccola rupe, un elefante (probabile integrazione moderna); centralmente, all'ombra di un poderoso albero, un cinghiale, visto di profilo, e un leone, rappresentato frontalmente e saldamente piantato sulle zampe, con la testa abbassata; in secondo piano due cervi in fuga. L'angolo sinistro del pannello è occupato da una folta vegetazione, anch'essa probabilmente frutto di restauro o integrazione settecentesca. L'emblema, essendo stato acquisito nelle collezioni del cardinal Furietti e poi in quelle di papa Clemente XIII contemporaneamente ad alcuni pannelli provenienti da Villa Adriana, è stato a lungo ritenuto pertinente alla residenza tiburtina, fino agli studi del Nogara, che, ricostruendone la storia, riassegnò correttamente il manufatto all'area della chiesa dei ss. Bonifacio ed Alessio sull'Aventino (NOGARA 1910, p. 20).

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Pavimento a commessi di latierizi disposti a spina di pesce (opus spicatum), noto soltanto da fonti d'archivio (CAR VIII A varie sciolte). Del rivestimento manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in cementizio a base fittile. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato noto esclusivamente da fonti d'archivio (CAR VIII A, 43 bis); manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato monocromo, realizzato con filari paralleli in ordito rettilineo (DM 105a) di tessere bianche. Manca nell'edito la documentazione fotografica.

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Tessellato monocromo, realizzato con filari paralleli in ordito rettilineo (DM 105a) di tessere bianche. Manca nell'edito la documentazione fotografica.

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Tessellato monocromo, realizzato con filari paralleli in ordito rettilineo (DM 105a) di tessere bianche. Manca nell'edito la documentazione fotografica.

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Il pavimento, ad una quota di m -10,20 dal livello attuale della strada, è un tessellato irregolarmente punteggiato di inserti lapidei policromi (DM 106a), di tipo non determinabile (litici, marmorei o misti). Manca nell'edito la documentazione fotografica.

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Tessellato bicromo noto solo da fonte di archivio inedita (CAR VIII A 58 b 2 - inedita); manca la documentazione grafica e/o fotografica e qualsiasi ulteriore informazione.

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Tessellato monocromo bianco a campo omogeneo (GATTI 1894, p. 313: "musaico tutto bianco"), forse a filari paralleli di tessere in ordito rettilineo (DM 105a). Il pavimento fu rinvenuto alla fine del XIX secolo alla profondità di m 4.35 dal livello di calpestio dell'epoca. Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Pavimento in tessellato omogeneo con inserti lapidei policromi (DM 106a), noto solo da fonte di archivio (CAR VIII A 42 d). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in opus sectile a base marmorea a modulo quadrato con motivi semplici ("a quadrati bianchi e neri di marmo": GATTI 1892, p. 478), probabilmente di tipo Q. Manca nell'edito documentazione grafica e/o fotografica. Esso risultava coperto da un pavimento in tessellato (posizionato ad una quota superiore di m 0.34) e copriva a sua volta un altro pavimento in opus sectile (posizionato ad una quota inferiore di m 1).

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Il pavimento, descritto dal Gatti come "pavimento marmoreo a rombi bianchi tramezzati da listelli di marmo nero" (GATTI 1892, p. 478), è identificabile come un sectile a piccolo modulo a rombi listellati in redazione non marmorea. Manca la documentazione grafica e/o fotografica. Il pavimento era coperto da un successivo pavimento in tessellato (posizionato ad una quota superiore di m 0.26).

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Tessellato monocromo bianco a campo omogeneo (GATTI 1892, p. 478: "a tasselli tutti bianchi"), probabilmente a filari paralleli di tessere in ordito rettilineo (DM 105a). Esso risultava coperto da un pavimento in opus sectile (posizionato ad una quota superiore di m 1.00) e copriva a sua volta un pavimento in opus sectile (posizionato ad una quota inferiore di m 0.26). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo geometrico, decorato con una composizione di ellissi; fu rinvenuto a m. 2.50 di profondità dal livello calpestio dell'epoca, e descritto dal Gatti come un "pavimento di un'antica stanza, formato di marmi bianchi e neri a scompartimenti ellittici" (GATTI 1892, p. 408); copriva un pavimento in sectile (posizionato ad una quota inferore di m 0.34). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo ("musaico bianco e nero": GATTI 1894, p. 405), rinvenuto ad una profondità di m 7 dal livello di calpestio. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in opus sectile forse a piccolo modulo e a base marmorea, noto da una breve notizia pubblicata dal Gatti (GATTI 1893, p. 32). Il rivestimento era "formato da triangoli e quadretti di marmi colorati, aventi i lati di m 0,18". Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Il pavimento, noto da fonti di archivio inedite (CAR Nuove schede provvisorie tav. VIII a) e da una nota pubblicata dal Gatti (GATTI 1893, p. 32), è descritto come un "musaico bianco con vari pezzetti di marmi colorati e di forme irregolari", identificabile con un tessellato omogeneo a fondo bianco punteggiato di inserti lapidei (DM 106a). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Frammenti di tessellato pertinenti ad una scena marina, raffiguranti pesci "di ogni specie, che traspaiono dentro l'acqua" (ARMELLINI 1942, p. 709). Noti soltanto da descrizione, manca la documentazione grafica e fotografica.

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Il rivestimento musivo attualmente conservato consiste in una serie di frammenti di diverse dimensioni (inv. 137: m 0,35 x 1.90; invv. 902, 964, 965: m 0,24 x 0,63; invv. 1012, 10555: m.0.68 x 1.45), distaccati dal pavimento al momento della scoperta e rimontati in due pannelli che presentano bordo geometrico e campo con decorazione figurata; in un gruppo di frammenti sono riconoscibile scene di venatio, nell'altro musici e danzatrici ai lati di una pergola che protegge alcuni oggetti tra i quali un'anfora di vino su base.

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Tessellato a decoro geometrico parzialmente conservato in situ e scoperto a più riprese (1850, 1914-1919, 1936) durante gli interventi di scavo e restauro del complesso di S. Sabina (CAR VIII, A 46 c). Sul bordo un'ampia fascia monocroma di tessere nere in ordito rettilineo (DM 105a)

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Tessellato bicromo a decoro geometrico; conserva lacerti del bordo, un'ampia fascia monocroma di tessere nere in ordito rettilineo (DM 105a) e parte del campo a decoro geometrico, con composizione ortogonale di poligoni tendenti alla circonferenza, secanti (formanti quadrati concavi, con effetto di quadrifogli) e reticolato di linee secondo il verso dei fusi, in colori contrastanti (var. DM 243a).

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Tessellato omogeneo a fondo nero, a filari spezzati, con punteggiato regolare di inserti misti, litici e marmorei, di forma rettangolare e irregolare (var. DM 106f). Il campo decorativo è incorniciato da due sottili fasce monocrome (DM 1y) di tessere bianche, su fondo di tessere nere in ordito rettilineo (DM 105a).

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Tessellato descritto dal Colini a commento della pianta del complesso, in cui si accenna assai sinteticamente alla presenza di ambienti "elegantemente pavimentati a mosaico" (COLINI 1938, p. 286). Non si hanno ulteriori elementi di descrizione, manca la documentazione fotografica.

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Tessellato monocromo a campo omogeneo, realizzato con filari parallel idi tessere nere di dimensioni medio-grandi, disposti in ordito rettilineo (DM 105a). Il pavimento viene descritto (GATTI 1917, p. 275) come "musaico a tesselli neri, di grossolana fattura" (nota che potrebbe indicare grandi dimensioni delle tessere, o una loro messa in opera poco accurata). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Lacerto di tessellato monocromo bianco (m 0.50 x 0.50), presumibilmente redatto con ordito di tessere a filari paralleli (DM 105a), noto da documentazione d'archivio, inedita (CAR VIII A 48 j). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo a decoro geometrico, con composizione delineata di sinusoidi, contigue ed opposte (DM 249b), gli intervalli caricati da una rosetta inclusa. Le tessere sono piuttosto grandi e sono allettate in modo non perfettamente regolare.

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Tratto di pavimento a commessi laterizi (m 1.70 x 6), realizzato con mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum) noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII D 26 c 1, g 1 - inedita). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato a decorazione geometrica (soggetto decorativo non documentato), rinvenuto alla profondità di m 3.50 dal livello di calpestio, in connessione a murature in reticolato e laterizio (PASQUI 1911, pp. 205-206) . Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato a decorazione geometrica, articolato in un bordo monocromo bianco e un campo anch'esso bianco punteggiato a contrasto da crocette monocrome nere (DM 108a) descritto dallo scopritore come un "campo a tessere bianche su cui erano disposte simmetricamente delle piccole stelle a tessere nere" (PASQUI 1911, p. 318). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Pavimento a commessi laterizi, realizzato da mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum), scoperto alla profondità di m 3 dal piano di calpestio. L'ambiente conservava anche la soglia in travertino in corrispondenza del varco di ingresso. Manca la documentazione fotografica.

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Tessellato noto solo da fonte di archivio (CAR VII F, Varie Sciolta a.b (1) - inedita). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato a decoro geometrico, rinvenuto in situ alla profondità di m 4.50; in base alla descrizione è probabile che il campo fosse decorato da un motivo a scacchiera (MANCINI 1911, p. 443: "musaico formato di linee a tasselli bianchi e di altre a tasselli neri alternati; i tasselli erano disposti secondo le diagonali"). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato, noto solo da fonte di archivio (CAR VIII A 18 b 11 - inedita); manca la documentazione graficae fotografica.

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Tessellato bicromo noto da fonti di archivio inedite (CAR, Nuove Schede Provvisorie, VIII D). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato noto solo da fonte di archivio (CAR VIII B 39, inedita); manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato monocromo a fondo bianco e campo omogeneo ("a tasselli tutti bianchi": GATTI 1893, p. 194), probabilmente a filari di tessere parallele in ordito rettilineo (DM 105a). Venne rinvenuto ad una profondità di m 3.50 dal livello del suolo. Del pavimento manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Il pavimento si presenta come un tessellato bicromo a decoro geometrico, descritto come "una greca a scacchi bianchi e neri e contornato da un fascione con quadretti e triangoli egualmente a tasselli bianchi e neri" (GATTI 1893, p. 194). Manca la documentazione grafica e iconografica.

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Tessellato bicromo decorato da un motivo vegetale ("a tasselli bianchi e neri, con disegno a fogliami": GATTI 1893, p. 194), rinvenuto ad una profondità di m 3.50 dal livello di calpestio. Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Cementizio a base fittile, irregolarmente punteggiato da inserti litici (DM 103a), prevalentemente bianchi e neri; la documentazione fotografica non permette la determinazione della cromia degli inserti.

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Tratto pavimentale a tecnica mista, con bordo in cementizio a base fittile e campo in tessellato decorato con una scacchiera di singole tessere (DM 111a). Data la parzialità della documentazione e l'impossibilità di un'indagine autoptica del pavimento non è possibile stabilire con certezza se il tratto sia pertinente ad un secondo ambiente oppure sia in relazione allo stesso pavimento cementizio (soglia?), anche se la seconda ipotesi sembra quella più probabile.

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Il pavimento si presenta come un tessellato monocromo di tessere oblunghe bianche ("a stuoia") con inserti litici policromi (DM 104d) delimitato da un un bordo a meandro di svastiche e quadrati (DM 38c), delineato da tessere nere su fondo bianco, entrambi resi con filari paralleli in ordito rettilineo.

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Tessellato noto solo da fonti di archivio (CAR VIII A 57 a 2, inedita). Manca la documentazione fotografica.

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Tessellato noto solo da fonti di archivio (CAR, Nuove Schede Provvisorie, tav. VIII A, inedita). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Il pavimento, di cui manca la documentazione grafica e/o fotografica, è noto da un foglio inedito della CAR (CAR VIII A 60 c), che lo descrive esclusivamente come "tessellato". Non si possiedono ulteriori informazioni o documentazione.

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Tessellato omogeneo monocromo a filari paralleli di tessere bianche (DM 105a), incorniciato da una doppia fascia in colore contrastante.

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Il pavimento si presenta come un tessellato bicromo parzialmente conservato in situ; era caratterizzato da decorazione geometrica, a reticolato di fasce monocrome con quadrati nei punti di incrocio, in colori contrastanti (DM 142a), così descritto in bibliografia: "mosaico a riquadri bianchi e neri di mediocre finezza" (COLINI 1935, p. 147).

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Il tessellato è articolato in bordo e campo; il primo è diviso in balza marginale bianca ad ordito obliquo e cornice ad ordito diritto (largh. cm 15) composta da una linea tripla di tessere bianche (DM 1t), una fascia di quattro file di tessere nere e una fascia bianca composta da cinque filari di tessere bianche (DM 1y). Il campo presenta come soggetto decorativo il motivo "a stuoia" (DM 141a), realizzato da una composizione ortogonale di quadrati adiacenti, e precisamente quattro rettangoli uguali (lato cm 28 x 14) attorno ad un quadrato centrale (lato cm 13) dove è iscritto un quadratino nero (lato cm 8, circa 6 tessere per lato). Ogni quadrato e rettangolo è delimitato da una linea doppia di tessere nere. L'unita decorativa misura cm 43 (1 1/2 p.r.), presentandosi dunque come uno schema modulare di tipo medio (CHINI 1996, p. 539).

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Pavimento a commessi laterizi, "in semplici mattoni bipedali" (COLINI 1935, pp. 149-50). Manca la documentazione fotografica.

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Il pavimento si presenta come un tessellato bicromo parzialmente conservato in situ a decorazione geometrica con un reticolato di fasce monocrome con quadrati nei punti di incrocio, in colori contrastanti (DM 142a), così descritto in bibliografia: "per quanto unita alla sala precedente da una vasta apertura il mosaico pavimentale si mostrava qui più fine, denotando una distinzione" (COLINI 1935, p. 148).

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Tessellato noto solo da fonte di archivio inedita (CAR VIII A 52 a), manca la documentazione grafica e/o fotografica. Il pavimento era composto da tessere "a dente di cavallo", espressione in genere usata per indicare un ordito di tessere oblunghe disposte a stuoia, forse senza inserti (DM 104c).

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Tessellato omogeneo monocromo, rinvenuto "a poca profondità dall'odierno piano di campagna", redatto con filari paralleli di tessere bianche in ordito rettilineo (DM 105a). Il pavimento è definito "di grossolana fattura" (MANCINI 1914, p. 223), forse ad indicare l'uso di tessere medio-grandi o una redazione poco accurata. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento a commessi laterizi, realizzato da mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum); è noto da documenti di archivio, inediti (CAR VIII B 8.b). Manca di documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in tessellato noto soltanto da documenti di archivio (CAR VIII B 8.c. - inedita). Manca di documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo con decorazione a motivi geometrici, costituita da un motivo a 'triangoli' (CAR VIII B 6.c. - inedita); manca di documentazione grafica e/o fotografica. Sulla base dei dati a disposizione non è possibile stabilire se la descrizione sia riferibile al bordo o al campo del pavimento.

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Tessellato monocromo nero, probabilmente con ordito di tessere a filari paralleli (DM 105a). Il pavimento è noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII B 6.c. - inedita); manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII A 51. a). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato bicromo geometrico noto da fonte d'archivio (CAR VIII A 51.a. 3), decorato - secondo la descrizione - da una scacchiera di losanghe in colori contrastanti (DM 202a). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato monocromo bianco a campo omogeneo, a filari paralleli di tessere in ordito rettilineo (DM 105a), noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII A 51.a). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato monocromo nero a campo omogeneo, noto da fonte di archivio (CAR VIII A 51.a.4), probablimente redatto con filari di tessere ad ordito parallelo (DM 105a). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Frammento di emblema in tessellato policromo con decorazione figurata. Campo inquadrato da una linea dentata (DM 1e), in cui si riconosce la parte superiore di una figura giovanile, di tre quarti verso sinistra, vestita con una tunica con ampie maniche. La testa mostra una voluminosa acconciatura che pare formare uno chignon sulla nuca. Mancante su tre lati. Dim. m 0.26 x 0.26. Tessere (cm 0.3-0.8) di calcare e vetro.

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Frammento angolare di tessellato, articolato in un bordo a decoro geometrico, composto di tre fasce con ogni probabilità in colori a contrasto, di diversa larghezza (l'esterna m 0.15, la mediana m 0.04, l'interna m 0.01) ed un campo a decoro figurato, rappresentante una scena marina, nella quale su fondo monocromo bianco erano campiti delfini neri (ne rimaneva uno e parte della coda di un secondo). Viene così descritto: "angolo di un riquadro formato da tre fasce (...). Entro quest'angolo in un campo a tasselli bianchi rimaneva la rappresentanza di un piccolo delfino e della coda di un altro a tasselli neri" (MANCINI 1911, p. 443). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato bicromo noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII Testaccio e h.). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Frammento di cornice di tessellato geometrico, decorato con una "greca", motivo forse identificabile con DM 33a (o sua variante). Manca la documentazione grafica e fotografica di dettaglio.

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Tessellato monocromo a filari paralleli di tessere nere in ordito rettilineo (DM 105a).

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Tessellato monocromo a filari paralleli di tessere nere in ordito rettilineo (DM 105a). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Tessellato monocromo a filari paralleli di tessere nere in ordito rettilineo (DM 105a). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Pavimento a commessi laterizi, realizzato da mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum). Il rivestimento, noto da fonti di archivio inedite (CAR VIII A 6), copre una precedente pavimentazione, un tessellato bicromo "a grandi tessere". Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato "a tessere grandi" (CAR VIII A 6), bicromo, con decorazione geometrica non descritta; manca la documentazione grafica e fotografica. Era coperto da un pavimento a commessi laterizi.

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Tratto di pavimento in tessellato. Mancano documentazione grafica e/o fotografica e ulteriori informazioni sul pavimento noto esclusivamente da documenti di archivio inediti (CAR VIII A, 34.c).

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Pavimento a commessi laterizi, formato da mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum). Il pavimento, noto da fonti di archivio inedite (CAR VIII A, varie sciolta), copre un preesistente pavimento in tessellato monocromo nero. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato. Manca ogni tipo di informazione sul pavimento e la documentazione grafica e/o fotografica; è noto esclusivamente da documenti di archivio inediti (CAR VIII A 14 a).

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Tessellato monocromo nero, a campo omogeneo, redatto probabilmente con tessere ad ordito di filari paralleli (DM 105a). Il pavimento, noto da fonti di archivio (CAR VIII A varie sciolta), è coperto da un pavimento a commessi laterizi. Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento in tessellato bicromo, rinvenuto alla profondità di m 4 dal livello di calpestio moderno; il tessellato era decorato con una composizione di "motivi curvilinei". Manca la documentazione grafica e/o fotografica: il mosaico è noto solo da fonti di archivio, inedite (CAR V, G 82 II b; ACS, Arch. Gatti R XIII). Le caratteristiche del motivo decorativo suggeriscono, in via del tutto ipotetica, una datazione in età severiana.

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Pavimento a commessi laterizi, realizzato da mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum), rinvenuto ad una quota di m 3.50 inferiore dell'attuale livello di calpestio. Manca la documentazione grafica e/o fotografica del pavimento.

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Pavimento a commessi laterizi, realizzato da mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum), rinvenuto ad una quota di m 1.50 inferiore dell'attuale livello di calpestio. Manca la documentazione grafica e/o fotografica del pavimento.

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Tessellato policromo figurato con scena marina, raffigurante una nave, figure umane ed animali. Il pavimento fu distaccato subito dopo lo scavo: se ne conservano quattro frammenti, depositati presso il Museo Nazionale Romano (inv. 135886), al momento non reperibili.

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Pavimento a commessi laterizi, noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII Testaccio a - inedita), realizzato con mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Porzione di tessellato monocromo bianco (m 0.40 x 0.70), a campo omogeneo, costituito da tessere di medie dimensione ad ordito di filari paralleli (DM 105a). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Pavimento a commessi laterizi realizzato da mattoncini rettangolari disposti a spina di pesce (opus spicatum), noto soltanto da documenti di archivio (CAR VIII 25 B). Manca la documentazione grafica e/o fotografica.

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Tessellato policromo figurato. Il tema decorativo del bordo è quello dell'asàrotos òikos, ideato nel II secolo a.C. da Sosos di Pergamo e qui ripreso dall'artista Eraclito che vi ha inserito la sua firma. Il tessellato, delimitato su un lato da un motivo ad onda (DM 60e), riproduce un pavimento disseminato da resti di cibo, come doveva presentarsi alla fine di un lussuoso banchetto: si riconoscono frutti, lische di pesci, ossa di pollo, molluschi, conchiglie e anche un topolino che rosicchia un guscio di noce. La consistenza dei soggetti raffigurati è resa attraverso un efficace gioco coloristico delle ombre proiettate sul fondo bianco del pavimento. In corrispondenza dell'originario ingresso alla stanza compare una raffigurazione con maschere teatrali e oggetti rituali; al centro rimane parte di una complessa scena nilotica.

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Pavimento in cementizio a base fittile, con punteggiato irregolare di inserti (DM 103a), noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII B, 10.d). Manca la documentazione grafica e fotografica.

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Pavimento a commessi laterizi, realizzato da mattoncini regolari, disposti a spina di pesce (opus spicatum). Manca la documentazione grafica e/o fotografica del rivestimento, noto esclusivamente da documenti di archivio (CAR VIII B, 10.b).

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