scheda stampa

Scheda TESS – http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=2697
Domus Cossar, vano 36, pp.cc. 598/2-598/35, tess. con dodecagoni – Aquileia  ( UD )

edificio residenziale/domus
Lo scavo, visibile e visitabile, si trova nei Quartieri Sud-Est della città, tra il primo e il secondo secondo cardine a est del cardine massimo, e tra il primo e il secondo decumano a sud del decumano massimo; nella città moderna l’area è ubicata 120 m circa ad est di via Giulia Augusta e 110 m circa a nord di Piazza Capitolo (20 m circa a nord dell’angolo di via VescovoTeodoro), nei fondi Cossar, pp.cc. 598/2, 598/35. Gli scavi, che si sono svolti a più riprese dal 1859 in poi, hanno riportato alla luce parte di un complesso residenziale piuttosto vasto con un considerevole numero di pavimenti decorati. A causa della pessima conservazione delle murature e della realizzazione di muri moderni che ignorano il problema degli accessi, la planimetria non è purtroppo più leggibile e pertanto è praticamente impossibile, allo stato attuale delle conoscenze, stabilire se quanto rinvenuto appartenga ad uno o più edifici. Sebbene infatti sia verosimile che vi siano almeno due distinte domus, di cui quella a sud caratterizzata dai mosaici più antichi, i loro limiti non sono riconoscibili con certezza. Stando così la questione, i pavimenti si considerano in questa sede pertinenti al medesimo contesto architettonico, al fine di evitare interpretazioni e attribuzioni non dimostrabili, che si potrebbero rivelare errate. Nel settore meridionale è stata ritrovata una sala di rappresentanza (1) intorno alla quale si sono scavati alcuni pavimenti di epoche diverse: a sud un vano (2) messo il luce solo per una piccola parte e ad est ed ovest un gruppo di ambienti, di cui almeno due (14 e 15) con decorazione musiva. A nord si estendevano altre stanze, delle quali una presenta due mosaici sovrapposti, il più antico (3) dei quali coevo a quello del vano 1; il pavimento più recente (17) sembra indicare una destinazione tricliniare. Anche al di sopra del pavimento del vano 1 è stato rinvenuto un mosaico (34) pertinente ad una fase successiva della domus. A nord di questo primo gruppo di ambienti, e in apparente continuità con esso, gli scavi hanno restituito un complesso che pare gravitare attorno ad un peristilio (10) con la zona centrale a giardino. Lungo tutto il lato meridionale si estende una serie di vani verosimilmente adiacenti (4-8), mentre ad ovest si apre un ampia sala (11) a cui gli studiosi hanno tentativamente attribuito la funzione di tablino o di triclinio, con alle spalle e ai lati ulteriori ambienti (16, 9, 13). La pavimentazione della sala presenta tre fasi distinte, la più antica in opus spicatum, la seconda in tessellato, la terza caratterizzata dalla costruzione del c.d. oratorio della pesca (vano 50). Le indagini sul lato nord del peristilio hanno rivelato una fila di almeno tre stanze (35, 12, 36) di cui una (35) occupava l’estremità nord-occidentale del corridoio.
La situazione nella zona settentrionale dello scavo è assai confusa ed è resa ancor meno intelleggibile dalla presenza di pavimenti appartenenti ad epoche diverse. E’ stato comunque suggerito che uno spazio ad ovest dell’area fungesse da peristilio (18) ed è verosimile che ad esso siano connessi alcuni dei vani venuti in luce. Sopra ad un gruppo di pavimenti con ogni probabilità coevi (27-30) è stato rinvenuto un mosaico in cui compare un leone e sopra ad esso, in epoca tarda, si è impostato il c.d. oratorio del Buon Pastore (42). Intorno a questo gruppo si dispongono altri spazi riferibili a fasi differenti, le cui reciproche relazioni non sono del tutto chiare.
Nello scavo sono stati ritrovati anche alcuni frammenti degli affreschi pertinenti alla decorazione parietale. L’immagine presentata mostra tre piante, che si riferiscono rispettivamente alla fase databile tra la fine del I sec.a.C. e l’inizio del secolo seguente, a quella databile alla fine del I sec.d.C. e a quella del II-III sec.d.C.; le piante sono state realizzate dallo studio ArXe (Trieste) e sono reperibili nell’archivio della Soprintendenza Archeologica.


Cronologia

Estremi temporali: dal secolo I a.C. (4° q) al secolo I a.C. (4° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici

AMBIENTE: non determinato
Vano 36. Dell’ambiente è venuta in luce parte della pavimentazione musiva, che suggerisce una datazione nella metà del II sec.d.C.

Cronologia

Estremi temporali: dal secolo II d.C. (2° q) al secolo II d.C. (3° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici

Specifiche di rinvenimento
Data:
1929-1930 – Ente responsabile: SA TS

Domus Cossar, vano 36, pp.cc. 598/2-598/35, tess. con dodecagoni

Rivestimento con scansione: a più unità decorative

Il pavimento è un tessellato policromo bordato da una fascia nera seguita da una fascia bianca, e scandito in 2 unità decorative, di cui una forse con funzione di soglia (Grassigli 1998), fiancheggiate da due alte fasce. Queste ultime presentano una fila delineata di quadrati sulla diagonale, tangenti, formanti clessidre, disegnati da fasce di gruppi di 4 tessere sulla diagonale disposti a scacchiera (caricati da un diamante con nappine). Il campo dell’unità decorativa maggiore è decorato da una comp. ad alveare di quadrati e di triangoli equilateri adiacenti, con effetto di dodecagoni intersecantisi, disegnata da trecce a due capi policrome; i quadrati presentano diversi motivi decorativi: fioroni compositi, velari, croci di Malta e diamanti. Nei due trapezi di risulta conservati figura la metà di un fiorone e gli esagoni riconoscibili mostrano fioroni di 12 elementi. La presunta soglia è abbellita da un racemo di acanto a volute in gran parte perduto.

Cronologia
Estremi temporali: dal secolo II d.C. (2° q) al secolo II d.C. (3° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici

Unità decorative

Parte dell’ambiente: intero ambiente
Tipo di impaginazione: iterativa
Cromia: policromo

Il pavimento è un tessellato policromo bordato da una fascia nera, una fascia bianca, le tessere a ordito di filari paralleli e obliqui, e da tre linee bianche, e scandito in due unità decorative fiancheggiate da due alte fasce. Queste ultime presentano tre linee nere, una fila delineata di quadrati sulla diagonale, tangenti, formanti clessidre, disegnati da fasce di gruppi di quattro tessere sulla diagonale disposti a scacchiera (gli scomparti caricati da un diamante con nappine) e tre linee nere. Seguono quattro file di tessere bianche, che circondano e separano allo stesso tempo il campo del vano e della presunta soglia. Il campo dell’unità decorativa maggiore è decorato da una composizione ad alveare di quadrati e di triangoli equilateri adiacenti, con effetto di dodecagoni intersecantisi, disegnata da una treccia a due capi policroma su fondo nero. All’interno delle figure geometriche corre una linea doppia seguita da una linea dentellata bicroma (i dentelli lunghi di due tessere). I quadrati presentano diversi motivi ornamentali policromi: un fiorone composito di 8 elementi non contigui: 4 petali lanceolati ricurvi e 4 petali lanceolati (qui il centro è un cerchio), un velario, un fiorone composito di 8 elementi non contigui: 4 calici trifidi e 4 petali lanceolati (qui il centro è un quadrato a lati concavi), una croce di Malta e un diamante. Nei triangoli compare un triangolo bianco con un triangolo nero inscritto, nei due trapezi di risulta conservati lungo il bordo figura la metà di un fiorone composito di 6 elementi non contigui: 4 petali ricurvi e 2 loti trifidi. Gli unici esagoni la cui decorazione è riconoscibile mostrano rispettivamente un fiorone composito di 12 elementi contigui: 6 pelte a volute e con apice ornata, qui con fuso, e 6 steli con bocciolo di rosa (qui il centro è un esagono a lati concavi) e un fiorone composito di 12 elementi non contigui: 6 steli con calici bifidi ad apice e 6 steli con calici a hedera (qui il centro è un cerchio). A parere di Brusin 1931 il tessellato si data nel I sec.d.C., per Brusin 1958 nel II sec.d.C., per Bertacchi 1980 e Grassigli 1998 alla metà del II sec.d.C. e per Blake 1936 nel tardo II sec.d.C.

BORDO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Decorazioni geometriche

MotivoModuloRiempimento
DM 105a – tessellato monocromo, a ordito di filari paralleli
DM 1t – linea tripla
DM 1y – fascia monocroma
DM 1x – fascia di gruppi di quattro tessere sulla diagonale disposti a scacchiera (5 file)
CAMPO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica e geometrico-vegetalizzata
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Decorazioni geometriche

MotivoModuloRiempimento
DM 1i – linea doppia
DM 2f – linea dentellata (dentelli lunghi di 2 tessere)
DM 1t – linea tripla
DM 205c – composizione ad alveare di quadrati e di triangoli equilateri adiacenti (con effetto di dodecagoni intersecantisi), disegnata da trecce a due capicroce di Malta
DM 205c – composizione ad alveare di quadrati e di triangoli equilateri adiacenti (con effetto di dodecagoni intersecantisi), disegnata da trecce a due capitriangolo inscritto in un triangolo
DM 205c – composizione ad alveare di quadrati e di triangoli equilateri adiacenti (con effetto di dodecagoni intersecantisi), disegnata da trecce a due capidiamante
DM 15i – fila delineata di quadrati sulla diagonale, tangenti (formanti clessidre), disegnati da fasce di gruppi di quattro tessere sulla diagonale disposti a scacchieradiamante con nappine
DM 70j – treccia a due capi, policroma, con effetto di rilievo, su fondo scuro
DM 1y – fascia monocroma
non documentato – velario in corona
non documentato – fiorone composito di 6 elementi non contigui: 4 petali ricurvi e 2 loti trifidi
non documentato – fiorone composito di 8 elementi non contigui: 4 petali lanceolati ricurvi e 4 petali lanceolati (qui il centro è un cerchio)
non documentato – fiorone composito di 12 elementi contigui: 6 pelte a volute e con apice ornata, qui con fuso, e 6 steli con bocciolo di rosa (qui il centro è un esagono a lati concavi)
non documentato – fiorone composito di 8 elementi non contigui: 4 calici trifidi e 4 petali lanceolati (qui il centro è un quadrato a lati concavi)
non documentato – fiorone composito di 12 elementi non contigui: 6 steli con calici bifidi ad apice e 6 steli con calici a hedera (qui il centro è un cerchio)

Decorazioni vegetali

MotivoModulo
racemo di acanto con fiori
Referenza fotografica: da Bertacchi 1980

Parte dell’ambiente: soglia
Tipo di impaginazione: centralizzata?
Cromia: policromo

Il pannello, a fondo bianco, è circondato da due linee nere ed è abbellito da un racemo di acanto a volute con fiori e frutti dorati che forse originariamente si generava da un cespo centrale, oggi perduto.

BORDO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Decorazioni geometriche

MotivoModuloRiempimento
DM 1i – linea doppia
CAMPO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrico-vegetalizzata
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Decorazioni geometriche

MotivoModuloRiempimento
DM 64e – racemo di acantofiori e frutti

Decorazioni vegetali

MotivoModulo
cespo di acanto a volute
Referenza fotografica: da Bertacchi 1980

CONSERVAZIONE
Oggetto conservato: parte del bordo e del campo – Conservato in: situ

Restauri moderni: Il pavimento è stato consolidato.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
Bertacchi, L. 1980, Architettura e mosaico, in Da Aquileia a Venezia. Una mediazione tra l’Europa e l’Oriente dal II secolo a.C. al VI secolo d.C., Milano, p. 165 , fig. 135.
Blake, M.E. 1936, Roman Mosaics of the Second Century in Italy, in Memoirs of the American Academy in Rome, Roma, p. 134 , tav. 30.2.
Brusin, G. 1931, Aquileia. Scoperta di mosaici pavimentali romani e cristiani, in Notizie degli Scavi di Antichità. Atti dell’Accademia Nazionale dei Lincei., Roma, p. 132 , fig. 5.
Brusin, G. 1945-1946, Piccoli scavi nell’abitato e nella necropoli di Aquileia, in Aquileia Nostra: Rivista dell’Associazione Nazionale per Aquileia, Aquileia, p. 26.
Brusin, G. 1958, in Fasti Archaeologici: annual bulletin of classical archaeology, p. 243 , tav. XIX.54.
Grassigli, G.L. 1998, in La scena domestica ed il suo immaginario. I temi figurati nei mosaici della Cisalpina, Napoli, pp. 79, 93, 227-228.
Rinaldi, F. 2005, Il mosaico c.d. del Tappeto fiorito, in Aquileia dalle origini alla costituzione del ducato longobardo. La cultura artistica in età romana (II secolo a.C. – III secolo d.C.), Atti della XXXV settimana di studi aquileiesi (Aquileia, 6-8 maggio 2004) , Trieste, p. 409, fig.18.

CITAZIONE E CONDIVISIONE
STRINGA BIBLIOGRAFICA: Clementi, Tatiana, Domus Cossar, vano 36, pp.cc. 598/2-598/35, tess. con dodecagoni, in TESS – scheda 2697 (http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=2697), 2007
INDIRIZZO WEB: http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=2697

DATA SCHEDA: 2007 | AUTORE: Clementi, Tatiana | REF. SCIENT. : Ghedini, Francesca