Nel 1955 venne casualmente scoperto un pavimento musivo nella zona a nord-ovest dell’abitato di Staranzano. Lo scavo, realizzato a cura della Soprintendenza alle Antichità delle Venezie, ha messo in luce una superficie di 128 mq individuando una serie di strutture pertinenti ad una villa romana. L’edificio presenta una successione di tre fasi edilizie, riconosciute grazie all’individuazione di muri realizzati con tecniche edilizie differenti e conservati per un’altezza massima di 0.50 m. L’impianto più antico (fine I sec. a.C-inizio I sec. d.C) prevedeva una serie di vani allineati lungo il lato est del complesso, indicati in planimetria con le lettere A, B, C. Questi ambienti si affacciano sul corridoio "f" disposto in senso nord-sud, oltre il quale si trovava un vano – D – scavato solo parzialmente. Le strutture murarie relative a questa fase, che proseguivano verso nord e verso ovest, sono in ciottoli di fiume legati da poca malta bianca e presentano uno spessore di 0.45 m. In una fase successiva, da collocarsi nel II sec. d.C., l’edificio venne ampliato verso sud di circa 4 m: i muri, spessi 0.45 m, sono realizzati con ciottoli fluviali di reimpiego, con l’aggiunta di frammenti di embrici e mattoni disposti a spina di pesce e legati da poca malta gialla. L’ultima fase edilizia, databile al III sec. d.C., comportò la costruzione di una serie di tramezzi interni spessi 0.50 m, eseguiti con frammenti di laterizi uniti da poca malta magra, di colore grigio. I vani presentavano rivestimenti pavimentali in laterizio, in tessellato e in battuto: nel vano C il dislivello tra il pavimento di prima fase e quello più tardo è limitato a qualche centimetro. Per quanto riguarda la cronologia dell’edificio, la Scrinari colloca le prime fasi di vita tra I sec. a.C. e I sec. d.C, sulla base dei rivestimenti pavimentali e delle caratteristiche strutturali dell’edificio, ipotizzando il suo abbandono intorno al III sec. d.C, probabilmente a seguito di un evento traumatico, come fanno pensare le tracce di fuoco e i danni ai pavimenti.
Cronologia Estremi temporali: dal secolo I a.C. (4° q) al secolo III d.C. (4° q) Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
Pavimento con inserti del vano B dalla villa di Staranzano Pavimento in cementizio con inserti fittili e litici policromi. Non viene proposta una cronologia specifica; il pavimento dovrebbe comunque essere riferibile alla prima fase edilizia della villa, in quanto legato ai muri più antichi e da essi delimitato.
Il vano C era situato nel settore sud-orientale dell’edificio; si presentava originariamente come un ambiente rettangolare (6×3 m), caratterizzato da un pavimento in cementizio con inserti misti policromi. Durante la seconda fase edilizia della villa il vano venne allargato verso sud, raddoppiando le sue dimensioni, e fu probabilmente adibito a triclinio, come farebbe ipotizzare l’impaginazione del rivestimento pavimentale a commessi laterizi con emblema centrale in tessellato, che obliterò la precedente pavimentazione. Frammenti di intonaco erano ancora attaccati alle pareti est, sud e ovest. Una soglia in pietra, con i fori dei cardini, era collocata all’estremità occidentale del muro settentrionale e metteva in comunicazione il vano con il corridoio "f". Nel corso dell’ultima fase di vita del complesso, i tramezzi orientati in senso est-ovest ripartiscono il vano in quattro ambienti di piccole dimensioni. All’interno del vano venne rinvenuto un frammento di una piattaforma quadrangolare in laterizi, di ignota destinazione, che reca sul fianco l’iscrizione B.D.V. PETICIA LL AR. Interpretando l’iscrizione come "Bonae Deae Votum", la Scrinari ipotizza che l’ambiente fosse stato trasformato in un sacello con quattro cellette dedicato appunto alla Bona Dea,
Lunghezza: 6 m – Larghezza: 5.20 m
Cronologia Estremi temporali: dal secolo I a.C. (1° q) al secolo III d.C. (4° q) Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
Pavimento di prima fase del triclinio della villa di Staranzano
Parte dell’ambiente: intero ambiente Rivestimento con scansione: a copertura unitaria Tipo di impaginazione: a campo omogeneo Cromia: policromo
Il vano presenta una successione di due pavimenti: il primo e più antico era in cementizio con inserti fittili e litici policromi. Per questo pavimento non viene proposta una cronologia specifica, tenuto conto comunque che dovrebbe essere riferibile alla prima fase edilizia della villa, in quanto legato ai muri più antichi e da essi delimitato.
Cronologia Estremi temporali: dal secolo I a.C. (4° q) al secolo I d.C. (1° q) Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
Bertacchi, L. 1979, Presenze archeologiche romane nell’area meridionale del territorio di Aquileia, in Il territorio di Aquileia nell’antichità, Atti della IX settimana di studi aquileiesi (Aquileia, 22 -28 aprile 1978, Udine, p. 284.De Franceschini, M. 1998, in Le ville romane della X regio Venetia et Histria, Roma, pp. 384-386, n. 337.Scrinari, V. 1955, Scavo archeologico a Staranzano, in Aquileia Nostra: Rivista dell’Associazione Nazionale per Aquileia, p. 36, fig. 5.
STRINGA BIBLIOGRAFICA: Brugnolo, Gaia, Pavimento di prima fase del triclinio della villa di Staranzano, in TESS – scheda 4606 (http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=4606), 2007