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Scheda TESS – http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=13881
Palazzo di Teodorico, corte A, tessellato con scena circense – Ravenna  ( RA )

edificio residenziale/palatium
Tra il 1908 e il 1914 sotto la direzione di G. Ghirardini furono effettuati scavi immediatamente a Nord di via Alberoni, in un’area di 4000 mq di proprietà della famiglia Serena Monghini, area nella quale già nell’800 erano stati praticati scavi che avevano messo in luce ampi tratti di pavimentazioni musive. Gli scavi Ghirardini scoprirono, in modo parziale, un vasto complesso edilizio noto in letteratura come “Palazzo di Teodorico”; l’area a Sud del complesso è quella che fu maggiormente approfondita sia in sede di scavo sia in fase di rielaborazione, mentre il resto del complesso si conosce in maniera meno estensiva ed è più difficoltoso individuarne lo sviluppo diacronico. La metodologia adottata non adeguata ad un complesso pluristratificato come quello in esame, la dispersione dei dati di scavo e la non perfetta coincidenza tra le piante redatte e le sequenze individuabili dai diari di scavo non permettono dunque di acclarare in modo definitivo l’esatto sviluppo diacronico del complesso; il tentativo di F. Berti di isolare gruppi di pavimenti in base alle quote di rinvenimento non è completamente riuscito per le difformità nelle quote stesse tra le diverse aree del palazzo (dovute certamente alla vasta area su cui si impianta il complesso e forse alla poca precisione dei rilievi) e poco incisivo perché lo studio dei pavimenti non suffraga le differenti cronologie proposte di volta in volta. Altre interpretazioni complessive del palazzo negli ultimi anni sono quelle di Baldini Lippolis (1997 e 2001), Augenti (2005) e Russo (2005), delle quali la più convincente sembra essere quella di A. Augenti, sebbene con alcune criticità.
Il dato certo è che nella zona Sud è documentato l’impianto di una domus di età protoaugustea, la cui continuità di vita prosegue almeno fino al III- inizi del IV secolo, come documentano i restauri nelle pavimentazioni musive, mentre nella zona a Nord si trovano alcune strutture che sono state da alcuni (Deichmann, seguito da Russo) messe in relazione con il pretorio del prefetto di Ravenna.
I FASE: in un momento cronologico di circa IV secolo è possibile individuare un intervento edilizio abbastanza rilevante: nel settore Nord il fulcro è la stanza L (13,5×11 m), un vano rettangolare che nel muro settentrionale è dotato di una piccola abside semicircolare e che è aperto mediante una trifora sul porticato A (A’’’ nel settore Nord). A tale ambiente sono addossati quattro piccoli vani (M,N,O,P), ai quali si accedeva dall’aula L. In questa fase l’ambiente L è dotato di pavimento in sectile, così come gli altri ambienti vicini. Ad Ovest di M si trova un ulteriore vano (Z) anche questo pavimentato in opus sectile, mentre ad Est di O si trovano due ambienti adiacenti (Q, R), entrambi pavimentati in esagonette di cotto. In questa fase i bracci porticati della corte A erano pavimentati in tessellato: del pavimento si conservano alcuni tratti in A’, A’’’ e forse A’’. Nel settore meridionale sono parzialmente riutilizzati gli ambienti della domus preesistenti; in questa fase l’unico ad essere ripavimentato è il vano C, in cui sono stati scoperti alcuni frammenti di un nuovo rivestimento in tessellato.
II FASE: a un momento successivo, inquadrabile in età onoriana (inizi del V secolo) può essere ascritto l’ampliamento del vano L: il nuovo ambiente è più grande (27x11m), presenta un’abside presso il lato Nord ed è dotato di un nuovo pavimento in sectile. In questa fase non sono documentati nuovi interventi pavimentali nei vani M ed N. A questa fase si attribuiscono i due nuovi ambienti a fianco di L, U e T, entrambi pavimentati in opus sectile. Forse in questa fase è realizzata la tamponatura degli spazi nei pilastri della corte A, con la conseguente creazione di un corridoio continuo (A’, A’’, A’’’). Nella zona A’ è stata individuata una pavimentazione in tessellato che copre la precedente. Nel settore meridionale l’ambiente B è dotato di suspensurae (funzionali alla deumidificazione o a un impianto di riscaldamento, non ad un impianto termale come da alcuni ipotizzato). Il vano H diviene più grande mediante la distruzione di un tramezzo precedente.
III FASE: all’età teodoriciana (fine V-inizi VI) è attribuita la realizzazione nel settore Nord di un grande triclinio triabsidato, aggiunto a Nord di R e dotato di pavimento in tessellato. L’aula l è ripavimentata in tessellato, mentre l’ambiente T è ingrandito mediante l’aggiunta di un’abside e ripavimentato in tessellato. In questa fase forse possono essere attribuiti due pavimenti rintracciati nel vano O (non conservato) e P (in tessellato e sectile), mentre è quasi certa la ripavimentazione in tessellato del vano Q. A questa fase possono, con qualche dubbio, essere riferiti i rifacimenti dei corridoi A’ e A’’’, sempre in tessellato. Nel settore meridionale assistiamo alla ripavimentazione in tessellato di numerosi ambienti (C, D che in questa fase è di dimensioni maggiori, E, G), mentre nel settore sud è realizzato il corridoio I, dotato di un pavimento in tessellato che in una sottofase di poco successiva è in parte o del tutto rifatto.
IV FASE: in età post-teodoriciana, tra la metà e la seconda metà del VI secolo, nel settore Nord si assiste alla realizzazione del vano V e alla ripavimentazione del vano Z. Altri interventi e ripavimentazioni in tessellato si verificano nel corridoio A’’’ e A’’, poco leggibili e probabilmente distribuiti in sottofasi distinte. Nel settore meridionale è rifatta in tessellato la pavimentazione del corridoio I e contestualmente può essere attribuita a questa fase la pavimentazione del corridoio I’’’, a sua volta rimpiazzato da un tessellato posteriore in un intervento riferibile a una sottofase distinta.
Ricapitolando, si deve innanzitutto rilevare che il palatium si innesta in un’area a continuità di vita fin dall’età tardorepubblicana; sono individuabili quattro macro fasi cronologiche, ma ognuna di esse presenta una o più sottofasi all’interno delle quali è difficile cogliere con puntualità l’effettiva portata degli interventi edilizi. I FASE: IV secolo; II FASE: inizi/prima metà del V secolo; III FASE: fine V/ primo quarto del VI secolo; IV FASE: pieno VI secolo/ inizi VII. Va ricordato che la ricostruzione proposta non è universalmente condivisa in letteratura, tuttavia, pur con alcune difficoltà, sembra essere la più convincente. (la pianta località edificio è tratta da Russo 2005, fig. 2; la pianta dell’edificio è una rielaborazione delle quattro macrofasi ed è tratta da Augenti 2005, figg. 3, 6, 8, 11)


Cronologia

Estremi temporali: dal secolo IV d.C. (1° q) al secolo IV d.C. (4° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici

AMBIENTE: corte
La grande corte porticata A costituisce il fulcro del complesso edilizio e raccorda il settore "monumentale" posto a Nord e il settore residenziale posto a Sud. Tale corte è stata scavata solo in parte e i diversi bracci sono indicati con A’ (il braccio Sud), A” (il braccio Est), A”’ (il braccio Nord).
Nella I fase ha effettivamente le caratteristiche di una corte porticata e si conoscono, almeno in parte, i pavimenti in tessellato dei bracci Nord (A’’’), Est (A’’), Sud (A’). È forse in età onoriana (II fase) o in una sottofase di poco successiva che sono realizzate le tamponature dei pilastri e di conseguenza i bracci porticati sono trasformati in altrettanti corridoi; a questo momento si può attribuire una (parziale?) ripavimentazione in tessellato, nota solo in A’ (corridoio Sud). Nella III fase (età teodoriciana) la corte viene ancora una volta ripavimentata in tessellato (noto solo in A’ e A’’’). Ad un momento successivo vanno ascritte le parziali (o totali?) ripavimentazioni rintracciate in A’’’ e A’’; in questa fase viene anche costruito un corridoio con andamento Nord-Sud che attraversa la corte che tuttavia sarà defunzionalizzato in un momento successivo, quando nella corte si installa una fontana ottagonale. Questa ricostruzione non è condivisa da tutti gli studiosi e molti sono i pareri discordanti sullo sviluppo diacronico della corte (secondo alcuni la I fase è di età onoriana, la II di età teodoriciana, la III e la IV della seconda metà del VI secolo), testimonianza evidente che i dati disponibili non sono dirimenti e si prestano a letture diverse. Riassumendo: nella I fase sono qui compresi i pavimenti nn. 12, 43, 50 (secondo la numerazione Berti 1976), rispettivamente da A’, A” e A”’; nella II fase i pavimenti nn. 13-19 da A’; nella III fase i pavimenti nn. 24-29, 44-48, 51-53 rispettivamente da A’, A” e A”’; a una sottofase della III è possibile riferire il pavimento n. 54 da A”’; infine alla IV fase i pavimenti nn. 49, 55-56 rispettivamente da A” e da A”’.


Cronologia

Estremi temporali: dal secolo V d.C. (1° q) al secolo V d.C. (1° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici

Specifiche di rinvenimento
Data:
1908-1914

Palazzo di Teodorico, corte A, tessellato con scena circense

Rivestimento con scansione: non documentato

Rivestimento in tessellato policromo, rintracciato solo per alcuni frammenti, di cui uno noto solo da un acquerello. Due di questi (1: max 0.86×0.555 m; 2: max 0.59×0.82 m) sono riferibili al bordo del tappeto del braccio Sud, mentre il terzo (3: 3.40×0.285 m) è riferibile al campo e, sebbene frammentario, mostra una scena di tipo circense. Il frammento 4 (0.94×0.93×0.52×1.17) mostra parte di un personaggio maschile nudo con il mantello e un ramarro. Il frammento 5 è noto da un acquerello (ma originariamente misurava 1x04x1.12×1.90×2.02m) e mostra parte di due personaggi, entrambi mutili, che combattono.

Cronologia
Estremi temporali: dal secolo IV d.C. (1° q) al secolo IV d.C. (4° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici

Unità decorative

Parte dell’ambiente: portico
Tipo di impaginazione: non documentato
Cromia: policromo

Tessellato policromo del portico Sud, conservato per soli tre lacerti di diverse dimensioni. I lacerti 1 e 2, non contigui, sono verosimilmente riferibili al bordo del pavimento e mostrano una fascia decorata da una fila di quadrati sulla diagonale, tangenti (formanti clessidre), delineati, compresa tra una fascia a ordito dritto, bianca, in tessere di modulo maggiore, e una linea tripla bianca compresa a sua volta tra due linee semplici nere. I quadrati sono disegnati da una linea semplice nera e sono a fondo bianco; ogni quadrato è campito da un diamante reso in tessere bianche, nere, rosse, rosa, grigie e verdi. I quadrati si stagliano su un fondo giallo-ocra, con triangoli iridati negli spazi di risulta. Il frammento 3 mostra, in modo estremamente frammentario, la decorazione figurata del campo: su fondo bianco, all’estrema destra del frammento si intravede parte dell’avambraccio di un personaggio maschile, che tiene nella mano una sferza, la manica della tunica gialla, verosimilmente un auriga. Segue uno spazio vuoto che, appena più in basso nella porzione non conservata, era verosimilmente occupato dal carro e dai cavalli; si nota poi la cuspide di un elemento architettonico che, vista la posizione, è intrepretato in letteratura come l’obelisco della spina del circo. Segue un personaggio maschile di cui restano le braccia sollevate (nella destra regge una frusta) e parte della testa coperta da un copricapo, verosimilmente il morator ludi. Del secondo gruppo di auriga e cavalli in corsa resta solo il riccio terminale della frusta. Segue un terzo personaggio maschile, di cui si conserva quasi tutta la testa, parte di un braccio con la casacca gialla, con la mano che regge un oggetto non identificabile: anche questo personaggio è forse un inserviente per la corsa ed è sottodimensionato rispetto alle altre figure. Chiude la scena a sinistra l’edificio dei carceres, visto di fronte e di lato, e reso con tessere nelle diverse sfumature del marrone (per rendere i toni del mattone) e del grigio.

BORDO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1×1 cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 1y – fascia monocroma
DM 1a – linea semplice
DM 1t – linea tripla
DM 15d – fila delineata di quadrati sulla diagonale, tangenti (formanti clessidre), con riempitivi iridati
CAMPO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: figurata
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1×1 cm

Decorazioni figurate

Tema Soggetto Altre componenti
Figura di Auriga
Figura maschile morator ludi; frusta
Figura maschile
Scena circense
Figura di Edificio carceres
Referenza fotografica: La pianta è tratta da Augenti 2005, fig. 2; le immagini dei frammenti da Berti 1976
1-3: tav. X, n. 12
4: tav. XXXVI, n. 43
5: tav. LIII, n. 50

I frammenti non sono in scala

Parte dell’ambiente: portico
Tipo di impaginazione: non documentato
Cromia: policromo

Il frammento del portico A” mostra parte di una figura maschile, nuda e stante, con le gambe leggermente divaricate, conservata dalle anche ai piedi. La figura indossa una clamide che, cadendo dietro le spalle, le fa da sfondo grazie alla resa con tessere prevalentemente gialle, ma anche bianche, rosse e nei toni del verde. Il personaggio indossa dei calzari alti poco più delle caviglie, resi con tessere bianco-grigie, rosse e verdi. I particolari anatomici della figura sono invece resi in diverse sfumature del rosso-rosa. Ai piedi del personaggio, immediatamente a sinistra è ritratto un ramarro reso in diverse sfumature del verde. Piccole ombre a chiazza aIIungata sono al di sotto dei piedi ed indicano iI suolo. F. Berti non fa ipotesi sull’identificazione del personaggio; I. Balini Lippolis suggerisce cautamente che potrebbe trattarsi di un soggetto mitologico e che quindi potrebbe essere un Apollo Sauroctonio.

BORDO
Elemento non presente
CAMPO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: figurata
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1/1.5 cm

Decorazioni figurate

Tema Soggetto Altre componenti
Figura maschile Clamide; Calzari
Figura di Ramarro
Referenza fotografica: Berti 1976 tav. XXXVI n. 43

Parte dell’ambiente: portico
Tipo di impaginazione: non documentato
Cromia: policromo

L’acquerello di Azzaroni conserva il frammento del portico A”’, che constava di due figure, entrambe mutile. La figura a destra, maschile, indossa un elmo e sembra essere inginocchiata. La figura a destra è invece in piedi e indossa una tunica; la presenza di qualcosa sulla schiena del personaggio ha fatto ipotizzare a una scena di combattimento oppure a un soggetto di tipo mitilogico (nella seconda ipotesi, di I. Baldini Lippolis, il personaggio in questione sarebbe da inerpretare come una Nike alata).

BORDO
Elemento non presente
CAMPO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: figurata
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie

Decorazioni figurate

Tema Soggetto Altre componenti
Figura maschile elmo
Figura femminile Nike?
Scena di lotta
Referenza fotografica: Berti 1976 tav. LIII n. 50

CONSERVAZIONE
Oggetto conservato: parte del pavimento – Conservato in: area archeologica (Cd. Palazzo di Teodorico (Chiesa di San Salvatore ad Calchi))
Si conservano qui i frammenti 1-4 (nn. 12 e 43 della numerazione Berti 1976)

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
Baldini Lippolis, I. 1997, Articolazione e decorazione del palazzo imperiale di Ravenna, in Corsi di Cultura sull’Arte Ravennate e Bizantina, Ravenna, pp. 21-25, figg. 7-8.
Berti, F. 1976, in Mosaici antichi in Italia, Aemilia. Regione ottava. Ravenna, 1, Roma, pp. 37-39, 67-68, 72, tavv. X, n. 12; XXXVI, n. 43; LIII, n. 50.
David, M./ Giovannetti, S. 2006, Il secolo assente. Constatazioni e interrogativi sui pavimenti tardoantichi di Ravenna, in Atti dell’XI Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (Ancona, 16-19 febbraio 2005), Tivoli, p. 155, figg. 2, 4.
Ghirardini, G. 1916, Gli scavi del palazzo di Teodorico a Ravenna, in Monumenti Antichi, Milano , coll. 763, 772, fig. 13.
Grassigli, G.L. 1998, in La scena domestica ed il suo immaginario. I temi figurati nei mosaici della Cisalpina, Napoli, pp. 318-319.
Rizzardi, C./ Vernia, B. 2007, Scene circensi nei mosaici pavimentali provenienti dal Palazzo di Teodorico a Ravenna: ipotesi ricostruttive e significati, in Atti del XII Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del mosaico (Padova, 14-15 e 17 febbraio- Brescia, 16 febbraio 2006), Tivoli, pp. 121, 124, fig. 3.
Russo, E. 2005, Una nuova proposta per la sequenza cronologica del palazzo imperiale di Ravenna, in Ravenna da capitale imperiale a capitale esarcale. Atti del XXVII Congresso internazionale di studio sull’alto medioevo, Ravenna, 6-12 giugno 2004, Spoleto, figg. 72, 74-75.

CITAZIONE E CONDIVISIONE
STRINGA BIBLIOGRAFICA: Paolucci, Giovanna, Palazzo di Teodorico, corte A, tessellato con scena circense, in TESS – scheda 13881 (http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=13881), 2013
INDIRIZZO WEB: http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=13881

DATA SCHEDA: 2013 | AUTORE: Paolucci, Giovanna | REF. SCIENT. : Ghedini, Francesca