Tra il 1908 e il 1914 sotto la direzione di G. Ghirardini furono effettuati scavi immediatamente a Nord di via Alberoni, in un’area di 4000 mq di proprietà della famiglia Serena Monghini, area nella quale già nell’800 erano stati praticati scavi che avevano messo in luce ampi tratti di pavimentazioni musive. Gli scavi Ghirardini scoprirono, in modo parziale, un vasto complesso edilizio noto in letteratura come “Palazzo di Teodorico”; l’area a Sud del complesso è quella che fu maggiormente approfondita sia in sede di scavo sia in fase di rielaborazione, mentre il resto del complesso si conosce in maniera meno estensiva ed è più difficoltoso individuarne lo sviluppo diacronico. La metodologia adottata non adeguata ad un complesso pluristratificato come quello in esame, la dispersione dei dati di scavo e la non perfetta coincidenza tra le piante redatte e le sequenze individuabili dai diari di scavo non permettono dunque di acclarare in modo definitivo l’esatto sviluppo diacronico del complesso; il tentativo di F. Berti di isolare gruppi di pavimenti in base alle quote di rinvenimento non è completamente riuscito per le difformità nelle quote stesse tra le diverse aree del palazzo (dovute certamente alla vasta area su cui si impianta il complesso e forse alla poca precisione dei rilievi) e poco incisivo perché lo studio dei pavimenti non suffraga le differenti cronologie proposte di volta in volta. Altre interpretazioni complessive del palazzo negli ultimi anni sono quelle di Baldini Lippolis (1997 e 2001), Augenti (2005) e Russo (2005), delle quali la più convincente sembra essere quella di A. Augenti, sebbene con alcune criticità.Il dato certo è che nella zona Sud è documentato l’impianto di una domus di età protoaugustea, la cui continuità di vita prosegue almeno fino al III- inizi del IV secolo, come documentano i restauri nelle pavimentazioni musive, mentre nella zona a Nord si trovano alcune strutture che sono state da alcuni (Deichmann, seguito da Russo) messe in relazione con il pretorio del prefetto di Ravenna.
I FASE: in un momento cronologico di circa IV secolo è possibile individuare un intervento edilizio abbastanza rilevante: nel settore Nord il fulcro è la stanza L (13,5×11 m), un vano rettangolare che nel muro settentrionale è dotato di una piccola abside semicircolare e che è aperto mediante una trifora sul porticato A (A’’’ nel settore Nord). A tale ambiente sono addossati quattro piccoli vani (M,N,O,P), ai quali si accedeva dall’aula L. In questa fase l’ambiente L è dotato di pavimento in sectile, così come gli altri ambienti vicini. Ad Ovest di M si trova un ulteriore vano (Z) anche questo pavimentato in opus sectile, mentre ad Est di O si trovano due ambienti adiacenti (Q, R), entrambi pavimentati in esagonette di cotto. In questa fase i bracci porticati della corte A erano pavimentati in tessellato: del pavimento si conservano alcuni tratti in A’, A’’’ e forse A’’. Nel settore meridionale sono parzialmente riutilizzati gli ambienti della domus preesistenti; in questa fase l’unico ad essere ripavimentato è il vano C, in cui sono stati scoperti alcuni frammenti di un nuovo rivestimento in tessellato.
II FASE: a un momento successivo, inquadrabile in età onoriana (inizi del V secolo) può essere ascritto l’ampliamento del vano L: il nuovo ambiente è più grande (27x11m), presenta un’abside presso il lato Nord ed è dotato di un nuovo pavimento in sectile. In questa fase non sono documentati nuovi interventi pavimentali nei vani M ed N. A questa fase si attribuiscono i due nuovi ambienti a fianco di L, U e T, entrambi pavimentati in opus sectile. Forse in questa fase è realizzata la tamponatura degli spazi nei pilastri della corte A, con la conseguente creazione di un corridoio continuo (A’, A’’, A’’’). Nella zona A’ è stata individuata una pavimentazione in tessellato che copre la precedente. Nel settore meridionale l’ambiente B è dotato di suspensurae (funzionali alla deumidificazione o a un impianto di riscaldamento, non ad un impianto termale come da alcuni ipotizzato). Il vano H diviene più grande mediante la distruzione di un tramezzo precedente.
III FASE: all’età teodoriciana (fine V-inizi VI) è attribuita la realizzazione nel settore Nord di un grande triclinio triabsidato, aggiunto a Nord di R e dotato di pavimento in tessellato. L’aula l è ripavimentata in tessellato, mentre l’ambiente T è ingrandito mediante l’aggiunta di un’abside e ripavimentato in tessellato. In questa fase forse possono essere attribuiti due pavimenti rintracciati nel vano O (non conservato) e P (in tessellato e sectile), mentre è quasi certa la ripavimentazione in tessellato del vano Q. A questa fase possono, con qualche dubbio, essere riferiti i rifacimenti dei corridoi A’ e A’’’, sempre in tessellato. Nel settore meridionale assistiamo alla ripavimentazione in tessellato di numerosi ambienti (C, D che in questa fase è di dimensioni maggiori, E, G), mentre nel settore sud è realizzato il corridoio I, dotato di un pavimento in tessellato che in una sottofase di poco successiva è in parte o del tutto rifatto.
IV FASE: in età post-teodoriciana, tra la metà e la seconda metà del VI secolo, nel settore Nord si assiste alla realizzazione del vano V e alla ripavimentazione del vano Z. Altri interventi e ripavimentazioni in tessellato si verificano nel corridoio A’’’ e A’’, poco leggibili e probabilmente distribuiti in sottofasi distinte. Nel settore meridionale è rifatta in tessellato la pavimentazione del corridoio I e contestualmente può essere attribuita a questa fase la pavimentazione del corridoio I’’’, a sua volta rimpiazzato da un tessellato posteriore in un intervento riferibile a una sottofase distinta.
Ricapitolando, si deve innanzitutto rilevare che il palatium si innesta in un’area a continuità di vita fin dall’età tardorepubblicana; sono individuabili quattro macro fasi cronologiche, ma ognuna di esse presenta una o più sottofasi all’interno delle quali è difficile cogliere con puntualità l’effettiva portata degli interventi edilizi. I FASE: IV secolo; II FASE: inizi/prima metà del V secolo; III FASE: fine V/ primo quarto del VI secolo; IV FASE: pieno VI secolo/ inizi VII. Va ricordato che la ricostruzione proposta non è universalmente condivisa in letteratura, tuttavia, pur con alcune difficoltà, sembra essere la più convincente. (la pianta località edificio è tratta da Russo 2005, fig. 2; la pianta dell’edificio è una rielaborazione delle quattro macrofasi ed è tratta da Augenti 2005, figg. 3, 6, 8, 11)
Cronologia
Estremi temporali: dal secolo IV d.C. (1° q) al secolo IV d.C. (4° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
AMBIENTE: corte
La grande corte porticata A costituisce il fulcro del complesso edilizio e raccorda il settore "monumentale" posto a Nord e il settore residenziale posto a Sud. Tale corte è stata scavata solo in parte e i diversi bracci sono indicati con A’ (il braccio Sud), A” (il braccio Est), A”’ (il braccio Nord).
Nella I fase ha effettivamente le caratteristiche di una corte porticata e si conoscono, almeno in parte, i pavimenti in tessellato dei bracci Nord (A’’’), Est (A’’), Sud (A’). È forse in età onoriana (II fase) o in una sottofase di poco successiva che sono realizzate le tamponature dei pilastri e di conseguenza i bracci porticati sono trasformati in altrettanti corridoi; a questo momento si può attribuire una (parziale?) ripavimentazione in tessellato, nota solo in A’ (corridoio Sud). Nella III fase (età teodoriciana) la corte viene ancora una volta ripavimentata in tessellato (noto solo in A’ e A’’’). Ad un momento successivo vanno ascritte le parziali (o totali?) ripavimentazioni rintracciate in A’’’ e A’’; in questa fase viene anche costruito un corridoio con andamento Nord-Sud che attraversa la corte che tuttavia sarà defunzionalizzato in un momento successivo, quando nella corte si installa una fontana ottagonale. Questa ricostruzione non è condivisa da tutti gli studiosi e molti sono i pareri discordanti sullo sviluppo diacronico della corte (secondo alcuni la I fase è di età onoriana, la II di età teodoriciana, la III e la IV della seconda metà del VI secolo), testimonianza evidente che i dati disponibili non sono dirimenti e si prestano a letture diverse. Riassumendo: nella I fase sono qui compresi i pavimenti nn. 12, 43, 50 (secondo la numerazione Berti 1976), rispettivamente da A’, A” e A”’; nella II fase i pavimenti nn. 13-19 da A’; nella III fase i pavimenti nn. 24-29, 44-48, 51-53 rispettivamente da A’, A” e A”’; a una sottofase della III è possibile riferire il pavimento n. 54 da A”’; infine alla IV fase i pavimenti nn. 49, 55-56 rispettivamente da A” e da A”’.
Cronologia
Estremi temporali: dal secolo V d.C. (1° q) al secolo V d.C. (1° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
Data: 1908-1914
Palazzo di Teodorico, corte A, tessellato con tappeti geometrici giustapposti
Rivestimento con scansione: a più unità decorative
Rivestimento in tessellato policromo rintracciato per una parte della superficie originaria nel settore Nord (A”’), Sud (A’) ed Est (A’’). Nel settore Nord restano tre tappeti giustapposti, tutti con medesimo bordo, caratterizzati da complessi disegni geometrici. Nel settore Sud furono scoperti almeno sette tappeti, di cui attualmente solo per quattro si riesce a riconoscere con precisione il disegno del campo, sempre caratterizzato da motivi geometrici complessi. Nel settore Est furono messi in luce cinque tappeti a decorazione geometrica, tutti accomunati dal medesimo bordo.
Estremi temporali: dal secolo V d.C. (4° q) al secolo VI d.C. (1° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
Unità decorative

Parte dell’ambiente: corridoio
Tipo di impaginazione: iterativa?
Cromia: policromo
Il primo tappeto rintracciato in questo settore (portico A’, in questa fase un corridoio) è il n. 24 della numerazione Berti 1976. Del tappeto sono stati rimossi al momenti della scoperta nove frammenti, ma attualmente se ne conservano sei (1: 1.23x1m; 2: 1.08×1.48m; 3: 1.04×1.13m; 4: 1.75×1.10m; 5: 1.33×0.95m; 6: 1.98×0.93m). Non è nota la decorazione del bordo, mentre il campo è caratterizzato da un reticolato di fasce caricate da losanghe e da quadrati non contigui (questi ultimi nei punti di incrocio), policromo, con cerchi circoscriventi i quadrati e tangenti alle losanghe. Il fondo è bianco, tutte le figure sono delineate da una linea semplice nera. Le losanghe sono disegnate da cordoni dritti in bianco-rosso e sono campite da crocette nere (di cinque tessere oppure a ventaglio); i cerchi che circoscrivono i quadrati emergono nel disegno come fusi rossi. I quadrati piccoli hanno un quadrato incluso, a fondo nero; la maggior parte di questi è decorata da un solido prospettico bianco, in alcuni scomparti il disegno si perde ed è possibile che siano interventi di restauro antico. I quadrati grandi sono decorati da motivi geometrici differenti che, tranne in un caso, si ripetono solo una volta: nel repertorio dei riempitivi si possono citare cerchi allacciati policromi, i fusi rossi, su fondo bianco, un quadrato arrotondato intrecciato ad un quadrato curvilineo, un quadrato con nodi sui lati campito da un uccellino (unico elemento figurato), una composizione di quattro semicerchi sulle mediane attorno a un cerchio e quattro quarti di cerchio agli angoli (tutte le figure principali campite da linee nere o rosse formanti una sorta di G), una croce bianca su fondo rosa con i bracci terminanti in altrettanti semicerchi, un quadrato con cerchio inscritto, le figure tangenti a intreccio (questo motivo si ripete per due volte), una sorta di labirinto irregolare nero su fondo bianco, un quadrato con quattro pelte sui lati, campito da un nodo di Salomone e con quattro fusi sugli angoli esterni del quadrato, una serie di solidi prospettici chiari su fondo nero.
Elemento non presente
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5 cm
Decorazioni geometriche
| Motivo | Modulo | Riempimento |
|---|---|---|
| DM 144b – reticolato di fasce caricate da losanghe e da quadrati non contigui, var. policroma, con cerchi circoscriventi i quadrati e tangenti alle losanghe | uccellino | |
| DM 144b – reticolato di fasce caricate da losanghe e da quadrati non contigui, var. policroma, con cerchi circoscriventi i quadrati e tangenti alle losanghe | quadrato arrotondato intrecciato ad un quadrato curvilineo | |
| DM 144b – reticolato di fasce caricate da losanghe e da quadrati non contigui, var. policroma, con cerchi circoscriventi i quadrati e tangenti alle losanghe | cerchio annodato a un quadrato | |
| DM 144b – reticolato di fasce caricate da losanghe e da quadrati non contigui, var. policroma, con cerchi circoscriventi i quadrati e tangenti alle losanghe | labirinto | |
| DM 144b – reticolato di fasce caricate da losanghe e da quadrati non contigui, var. policroma, con cerchi circoscriventi i quadrati e tangenti alle losanghe | quadrato con quattro pelte sui lati, campito da un nodo di Salomone | |
| DM 403a – "stralcio" centrato di una composizione ortogonale di cerchi tangenti: in un quadrato e attorno ad un cerchio, 4 semicerchi sui lati e 4 quarti di cerchio angolari, queste figure tangenti determinano 4 quadrati a lati concavi posti sulle diagonali | ||
| DM 212c – composizione ortogonale di parallelepipedi tangenti, formanti triangoli |
A”’: tav. XLI n. 51; XLII nn. 51-53
A”: n. 48 (Farioli 1975 fig. 21); nn. 47-44 (fig. 15-12)
A’: tav. XXVI nn. 24-25; tav. XXVI n. 26; tav. B nn. 27-29

Parte dell’ambiente: soglia
Tipo di impaginazione: iterativa
Cromia: policromo
Della soglia tra i tappeti 24 e 26 del portico A’ si conserva una piccola parte del bordo caratterizzato da una linea tripla bianca e da una linea semplice nera. Il campo è invece decorato da un motivo che simula le venature di una lastra di marmo, con venature appunto grigiastre e verdi diagonali.
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5 cm
Decorazioni geometriche
| Motivo | Modulo | Riempimento |
|---|---|---|
| DM 1a – linea semplice | ||
| DM 1t – linea tripla |
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: figurata
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5 cm

Parte dell’ambiente: corridoio
Tipo di impaginazione: giustapposta
Cromia: policromo
Rivestimento in tessellato policromo del portico A’ scandito in quattro tappeti giustapposti (nn. 26-28 della numerazione Berti), tutti conservati in modo incompleto e in più frammenti. Del pavimento 26 sono stati rimossi 17 frammenti; di questi 10 sono conservati presso la Chiesa di San Salvatore ad Calchi (1: 1.17×1.42m; 2: 1.10×1.45m; 3: 1.53×0.67m; 4: 1.53×1.48; 5: 1.05×2.43m; 6: 0.90×2.25m; 7: 0.82×1.90; 8: 0.86×2.30; 9: 1.60×1.77m; 10: 1.77×0.95m), mentre i restanti sette sono presso la Casa Serena Monghini (11: 1.22×1.20m; 12: 1.06×1.10m; 13: 1.04×0.93m; 14: 0.94×1.20m; 15: 0.55×0.48m; 16: 0.28×0.37m; 17: 0.35×0.40m). Del pavimento 27 si conserva solo un tratto di 2.72×0.75m. Del pavimento 28 invece restano almeno quattro frammenti (1: 1.15×0.73m; 2: 1.45×2.00m; 3: 1.71×1.04m; 4: 1.13×1.05m). Da Berti 1976 e dagli acquerelli Azzaroni pare che il bordo dei tre pannelli giustapposti fosse caratterizzato da una fascia con una fila di pelte dritte e affrontate ai lati di una losanga sdraiata, su fondo bianco, le pelte rese in sfumature rosse, le losanghe disegnate con sfumature che dal rosso virano gradualmente verso il grigio e sono campite da una longa inscritta con linee nere sulle diagonali; lo spazio tra le pelte e le losanghe è reso in sfumature di tessere grigie che formano delle “gocce”. Di questa fascia si conserva anche un tratto angolare, che mostra come il disegno sia qui occupato da un fiore di quattro foglie. Questa fila di losanghe è compresa entro due fasce a ordito dritto inquadrate da due linee semplici nere: quella più esterna caratterizzata da una linea tripla bianca e una linea semplice grigia, quella più interna da una linea doppia bianca tra due linee semplice grigie. Sui lati lunghi questa fascia è preceduta da una fascia bianca a ordito dritto.
Il tappeto 26 è decorato da una composizione reticolata di cerchi grandi e piccoli tangenti (i cerchi più grandi nei punti di incrocio), formanti ottagoni irregolari a lati concavi, disegnata da tre nastri differenti, uno a treccia a due capi policroma su fondo scuro, uno da un cordone policromo a bordi dritto e uno da onde correnti a giro semplice, nere su fondo bianco. I quadrati a lati concavi sono campiti da nodi di Salomone policromi, ma almeno due da altrettanti crateri dal piede triangolare e senza anse. I cerchi piccoli sono invece campiti da crocette a ventaglio. I cerchi grandi sono campiti da motivi geometrici (cerchio di quattro fusi rossi, con quadrato a lati inflessi in grigio) oppure fioroni. Tra i fioroni si distinguono un fiorone di 8 elementi non contigui (4 petali affusolati e quattro petali biconvessi), resi o in nero o in sfumature di nero e rosso, e un fiorone di 8 elementi non contigui (4 petali affusolati e 4 loti trifidi), reso in rosso e nero.
Del pavimento 27 si conservavano poche tracce anche al momento del rinvenimento. La sezione rimossa mostra parte del bordo, mentre un acquerello di Azzaroni mostra anche qualche piccolo tratto del campo, decorato da un motivo geometrico non ricostruibile, di cui si riconosce un tratto a scacchiera di bipenni (presso il bordo verso il tappeto 28), forse pertinente a un riempitivo.
Poco conservato, ma riconoscibile è invece il tappeto 28 che è decorato da una composizione di ottagoni sui cui lati sono costruiti altrettanti quadrati, alternati a semistelle di sei losanghe. L’unico ottagono conservato almeno in parte era decorato da un kantharos da cui fuoriuscivano due rami di edera. Le losanghe sono rese in sfumature di tessere grigie e rosse (esattamente con il bordo), mentre i quadrati sono decorati da motivi di tipo geometrico tra cui si riconoscono con certezza un cerchio di nodi allacciati alla cornice quadrata, una stella di otto losanghe inscritta in quadrato, con quattro quadrati piccoli negli spazi di risulta, ancora una scacchiera di bipenni, un motivo centrato di svastiche a doppie T e fiori di quattro foglie, i fusi lungo le diagonali del quadrato.
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5 cm
Decorazioni geometriche
| Motivo | Modulo | Riempimento |
|---|---|---|
| DM 1a – linea semplice | ||
| DM 1i – linea doppia | ||
| DM 1t – linea tripla | ||
| DM 1y – fascia monocroma | ||
| DM 59b – fila di pelte a volute diritte e affrontate ai lati di una losanga sdraiata |
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica e figurata
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5 cm
Decorazioni geometriche
| Motivo | Modulo | Riempimento |
|---|---|---|
| DM 236b – composizione reticolata di cerchi grandi e piccoli tangenti (i cerchi più grandi nei punti di incrocio), formanti ottagoni irregolari a lati concavi, disegnata da trecce a due capi allacciate | nodo di Salomone | |
| DM 236b – composizione reticolata di cerchi grandi e piccoli tangenti (i cerchi più grandi nei punti di incrocio), formanti ottagoni irregolari a lati concavi, disegnata da trecce a due capi allacciate | fioroni | |
| DM 236b – composizione reticolata di cerchi grandi e piccoli tangenti (i cerchi più grandi nei punti di incrocio), formanti ottagoni irregolari a lati concavi, disegnata da trecce a due capi allacciate | crateri | |
| DM 178 – composizione reticolata di stelle di otto punte contornate da quadrati, e di losanghe adiacenti (le stelle nei punti di incrocio) (formanti ottagoni) | kantharos | |
| DM 221c – scacchiera di bipenni delineata e campita, a tre colori | ||
| DM 268a – fiorone composito di 8 elementi non contigui: 4 petali affusolati e 4 loti trifidi | ||
| DM 267b – fiorone composito di 8 elementi non contigui: 4 petali affusolati e 4 hederae con punta rivolta verso il centro (quì il centro è un cerchio; su fondo nero) |
Decorazioni figurate
| Tema | Soggetto | Altre componenti |
|---|---|---|
| Contenitori/vasi | cratere | |
| Contenitori/vasi | kantharos |

Parte dell’ambiente: corridoio
Tipo di impaginazione: non documentato
Cromia: policromo
Il tappeto 29 del portico A’ è conservato solo per una piccola parte; furono staccati tre frammenti (1: 0.95×1.73m; 2: 0.73×0.38m; 3: 0.90×0.77m) e ne è noto anche un acquerello di Azzaroni, che mostra parte del bordo in prossimità del tappeto 28, poi un’ampia lacuna e infine parte del bordo e del campo del tappeto 29 e forse di un eventuale nuovo tappeto. Nella porzione posta in prossimità del tappeto 28 il bordo è costituito da una fila di calici trifidi alternativamente dritti e capovolti compresi entro un nastro rosso; tale fascia è inquadrata all’esterno da una fascia bianca a ordito dritto compresa tra linee semplici nere, seguita da una fascia rossa a ordito di filari paralleli e obliqui (quest’ultima non compare nell’acquerello Azzaroni), all’interno da una linea tripla bianca sempre compresa tra due linee semplici nere. La porzione che segue l’ampia lacuna, invece, mostra la medesima fascia a calici trifidi, qui tuttavia i calici sono resi in tessere bianco-grigie e la sfumatura dei nastri è più rosata. All’interno di tale fascia si può notare una seconda cornice caratterizzata da una treccia a due capi policroma su fondo punteggiato, compresa tra due linee triple bianche a loro volta inquadrate da linee semplici nere. Il disegno del campo non è ricostruibile: si tratta di una composizione geometrica piuttosto complessa che prevedeva anche dei quadrati (si può notare un quadrato campito forse da pelte a volute), con un disegno reso in parte da cordoni a bordi dritti (in sfumature del rosso-rosa e del grigio) e riempitivi interni a treccia a due capi policroma.
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5 cm
Decorazioni geometriche
| Motivo | Modulo | Riempimento |
|---|---|---|
| DM 62c – fila di calici trifidi dritti e capovolti separati da una sinusoide | ||
| DM 1a – linea semplice | ||
| DM 1t – linea tripla | ||
| DM 1y – fascia monocroma | ||
| DM 71c – treccia a due capi policroma, su fondo punteggiato |
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5 cm

Parte dell’ambiente: corridoio
Tipo di impaginazione: non documentato
Cromia: policromo
Dell’ultimo tappeto messo in luce nel portico A’ non resta che una piccola parte della cornice, conservata per un tratto angolare. Tale fascia è caratterizzata da una fila di losanghe sdraiate e di cerchi tangenti, delineati (le losanghe campite da losanghe inscritte e i cerchi da quadrati dentati), preceduta da una fascia con cinque file di tessere bianche a ordito dritto (compresa tra due linee semplici nere) e seguita da una fascia di quattro file di tessere bianche a ordito dritto (sempre compresa tra linee nere). Tale tappeto non ha un numero nel catalo Berti ed è descritto e "compreso" nel n. 29.
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5 cm
Decorazioni geometriche
| Motivo | Modulo | Riempimento |
|---|---|---|
| DM 22f – fila di losanghe sdraiate e di cerchi tangenti, delineati | ||
| DM 1a – linea semplice | ||
| DM 1y – fascia monocroma |
Elemento non presente

Parte dell’ambiente: corridoio
Tipo di impaginazione: giustapposta
Cromia: policromo
Rivestimento in tessellato policromo del portico A”’ (corridoio nella III fase) scandito in una serie di tappeti giustapposti, nessuno rintracciato in modo completo e tutti a decorazione geometrica. Del n. 53 della numerazione Berti sono stati staccati tre frammenti, uno conservato presso la Chiesa di San Salvatore ad Calchi (1: 1.71×1.44m), altri due presso la Casa Serena Monghini (2: 1.32×1.50m; 3: 1.00×0.67m). Del pavimento 52 si conservano due frammenti (1: 2.25×1.67m; 2: 0.32×0.37). Del pavimento 53 è stata staccata una sola sezione di 2.70×2.16m.
I tre tappeti appaiono bordati dalla medesima sequenza di cornici, caratterizzata da una fascia esterna in tessere di vari colori (prevalentemente bianche, ma anche grigie e nei toni del rosso) a ordito dritto (le tessere di modulo maggiore), seguita da una fila spezzata e contigua di esagoni allungati adiacenti, formante triangoli, delineata in nero su fondo bianco (gli esagoni campiti alternativamente in rosso e grigio), seguita da una linea tripla bianca, una treccia a due capi policroma su fondo chiaro (i nastri in grigio e rosso) e ancora una linea tripla bianca, infine una linea semplice nera.
Il tappeto 51 mostra una composizione ortogonale di cerchi secanti, con effetto di quadrati concavi e di croci di fusi tangenti per i vertici, disegnata da fasce sottese bianche su fondo rosso.
Il tappeto 52 è invece decorato da una composizione ortogonale di ottagoni adiacenti, formanti quadrati, gli ottagoni caricati da un quadrato inscritto, delineata in nero su fondo bianco. I quadrati obliqui sono caricati da quadrati inscritti, a loro volta campiti da nodi di Salomone policromi su fondo nero e, in almeno un caso, da un quadrato dentato policromo. I quadrati dritti (all’interno degli ottagoni) sono a loro volta caricati da quadrati inscritti, campiti da quadrati dentati policromi, diamanti iridati e da diamanti a gradoni. Gli spazi di risulta trapezoidali all’interno degli ottagoni sono campiti alternativamente in rosso e in grigio.
Il tappeto 53 consta di una composizione ortogonale, disegnata da listelli, di quadrati tangenti per gli angoli con cerchi annodati negli scomparti; i quadrati sono campiti da nodi di Salomone policromi (tranne uno che però è di restauro), mentre i cerchi sono campiti da diamanti iridati, Anche in questo tappeto la palette cromatica, oltre ai toni del bianco e nero, prevede i soli toni del grigio e del rosso, mentre il fondo è bianco.
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: grandi
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5/ >2 cm
Decorazioni geometriche
| Motivo | Modulo | Riempimento |
|---|---|---|
| var. DM 20f – fila spezzata e contigua di esagoni allungati adiacenti, formanti triangoli | ||
| DM 1a – linea semplice | ||
| DM 1t – linea tripla | ||
| DM 70h – treccia a due capi, policroma, con effetto di rilievo, su fondo chiaro |
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5 cm
Decorazioni geometriche
| Motivo | Modulo | Riempimento |
|---|---|---|
| var. DM 246h – composizione ortogonale di cerchi secanti, con effetto di quadrati concavi e di croci di fusi tangenti per i vertici, disegnata da fasce sottese | ||
| var. DM 165d – composizione ortogonale di ottagoni adiacenti (formanti quadrati), gli ottagoni caricati da un quadrato inscritto | nodo di Salomone | |
| var. DM 165d – composizione ortogonale di ottagoni adiacenti (formanti quadrati), gli ottagoni caricati da un quadrato inscritto | quadrato dentato; diamante | |
| DM 148g – composizione ortogonale, disegnata da listelli, di quadrati tangenti per gli angoli con cerchi annodati negli scomparti | nodo di Salomone | |
| DM 148g – composizione ortogonale, disegnata da listelli, di quadrati tangenti per gli angoli con cerchi annodati negli scomparti | quadrato dentato; diamante |
A”’: tav. XLI n. 51; XLII nn. 51-53
A”: n. 48 (Farioli 1975 fig. 21); nn. 47-44 (fig. 15-12)
A’: tav. XXVI nn. 24-25; tav. XXVI n. 26; tav. B nn. 27-29

Parte dell’ambiente: intero ambiente
Rivestimento in tessellato policromo del portico A’’, caratterizzato da una sequenza di almeno cinque tappeti giustapposti, tutti rintracciati in modo incompleto. Seguendo la numerazione Berti 1976 del n. 44 sono stati staccati due frammenti di 1.42×0.79m e max 1.34 x max 1.16 m. Del pavimento 45 sono stati staccati tre frammenti, due collocati presso la Chiesa di San Salvatore ad Calchi (1: 0.74×0.43m; 2: 0.27×0.84×0.55×0.90m), il terzo presso la Casa Serena Monghini (3: 1.24×0.30m). Del pavimento 46 è stato staccato un frammento di 0.44×1.10×0.65m. Del pavimento 47 resta una sezione di 1.16×0.96×0.90×0.97m. Dell’ultimo tappeto (n. 48) restano 3 sezioni (1: 1.10×0.87m; 2: 0.55×1.35m; 3: 0.78×1.40×0.62m.)
I cinque tappeti giustapposti del portico/corridoio A’’ presentano la medesima cornice, caratterizzata da una fascia bianca a ordito dritto, le tessere di modulo maggiore rispetto a quelle del resto del pavimento, seguita da una fascia con una fila di solidi prospetti, delineati in nero su fondo bianco, con due delle facce rosse, inquadrata tra due linee triple bianche comprese tra linee semplici nere. La fascia con solidi presso gli angoli presentava un quadrato campito da un quadrato a gradoni nelle sfumature del rosso-rosa.
Il tappeto 44 è decorato da una composizione ortogonale di cerchi secanti e non contigui con effetto di quadrifogli a piccolo quadrato centrale e formanti ottagoni irregolari mistilinei, questi ultimi caricati da cinque nodi, disegnata da cordoni a bordi dritti allacciati. I cordoni sono in tessere bianche e delineati in nero, il fondo è rosso-rosa.
Il tappeto 45 mostra una composizione ortogonale di stelle di otto losanghe tangenti per due sommità, formanti quadrati grandi e piccoli, dritti e sulla diagonale. Le losanghe sono rese a campiture cromatiche di rosso e grigio, i quadrati piccoli sono campiti da diamanti iridati, i quadrati grandi da quadrati a gradoni iridati. Il fondo è bianco, le figure sono delineate in nero, le campiture cromatiche prevedono i toni del rosso-rosa e del grigio.
Il tappeto 46 è decorato da una composizione ortogonale di cerchi annodati, formanti ottagoni irregolari a lati concavi, disegnata da cordoni a bordi diritti, i cordoni in bianco-grigio e in bianco-rosato. Gli ottagoni irregolari sono alternativamente a fondo rosso, mentre i cerchi sono suddivisi in settori campiti in bianco, nero, grigio, rosso e rosa in modo alternato.
Il tappeto 47 mostra una composizione reticolata di cerchi tangenti (i cerchi più grandi nei punti di incrocio), formanti ottagoni irregolari a lati concavi, disegnata da cordoni allacciati a bordi dritti (in tessere bianco-rosse e bianco-grigie). I cerchi sono suddivisi in quattro settori, campiti alternativamente in tessere rosse e bianche.
Il tappeto 48, l’ultimo di quelli conservati, è decorato da una composizione ad alveare di quadrati e di triangoli equilateri adiacenti (con effetto di dodecagoni intersecantisi), delineata nero su fondo bianco. I quadrati sono campiti da quadrati a gradoni rossi e neri, da croci di quattro nodi e da nodi di Salomone policromi, mentre gli spazi di risulta sono a campiture cromatiche nei toni del rosso e del giallo.
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: grandi
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5/>2 cm
Decorazioni geometriche
| Motivo | Modulo | Riempimento |
|---|---|---|
| DM 1a – linea semplice | ||
| DM 1t – linea tripla | ||
| DM 1y – fascia monocroma | ||
| DM 99e – fila di solidi |
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1.5 cm
Decorazioni geometriche
| Motivo | Modulo | Riempimento |
|---|---|---|
| DM 244e – composizione ortogonale di cerchi secanti e non contigui, con effetto di quadrifogli a piccolo quadrato centrale (e formanti ottagoni irregolari mistilinei), disegnati da cordoni a bordi dritti allacciati, gli ottagoni mistilinei caricati da cinque nodi | ||
| DM 173b – composizione ortogonale di stelle di otto losanghe tangenti per due sommità (formanti quadrati grandi e piccoli, diritti e sulla diagonale) | ||
| DM 235a – composizione ortogonale di cerchi annodati, formanti ottagoni irregolari a lati concavi, disegnata da cordoni a bordi diritti | ||
| DM 236b – composizione reticolata di cerchi grandi e piccoli tangenti (i cerchi più grandi nei punti di incrocio), formanti ottagoni irregolari a lati concavi, disegnata da trecce a due capi allacciate | ||
| DM 205b – composizione ad alveare di quadrati e di triangoli equilateri adiacenti (con effetto di dodecagoni intersecantisi), delineata |
A”’: tav. XLI n. 51; XLII nn. 51-53
A”: n. 48 (Farioli 1975 fig. 21); nn. 47-44 (fig. 15-12)
A’: tav. XXVI nn. 24-25; tav. XXVI n. 26; tav. B nn. 27-29
CONSERVAZIONE
Oggetto conservato: parte del pavimento – Conservato in: museo/antiquarium (Cd. Palazzo di Teodorico (Chiesa di San Salvatore ad Calchi)) Sono qui conservati i pavimenti nn. 24, 25, 27, 28, 29, 52, 53 della numerazione Berti 1976, inoltre anche i frammenti 1-10 del pavimento 26 e i frammento 1 del pavimento 51.Oggetto conservato: parte del pavimento – Conservato in: abitazione privata (Casa Serena Monghini) Sono qui conservati i frammenti 11-17 del pavimento 26 e il frammento 2 del pavimenti n. 51, della numerazione Berti 1976.
BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
Berti, F. 1976, in Mosaici antichi in Italia, Aemilia. Regione ottava. Ravenna, 1, Roma, pp. 53-59, 68-72, 73-75, tavv. B nn. 27-29, IX, XXV-XXIX, XXXVII-XLII.Farioli Campanati, R. 1971, Ambientazione e idee informatrici del mosaico pavimentale ravennate, con particolare riferimento ai mosaici rinvenuti a Classe, in Corso di Cultura sull’arte Ravennate e Bizantina, p. 461, fig. 27.Farioli Campanati, R. 1973, Note su alcuni mosaici pavimentali di Ravenna (Collezione Serena Monghini), in Corsi di Cultura sull’Arte Ravennate e Bizantina (Ravenna, 11-24 marzo 1973), Ravenna, pp. 320-321, 326-327, figg. 1, 5.Farioli Campanati, R. 1975, in Pavimenti musivi di Ravenna paleocristiana, Ravenna, figg. 21.Ghirardini, G. 1916, Gli scavi del palazzo di Teodorico a Ravenna, in Monumenti Antichi, Milano , coll. 744-745, 774-775, figg. 4-7.
STRINGA BIBLIOGRAFICA: Paolucci, Giovanna, Palazzo di Teodorico, corte A, tessellato con tappeti geometrici giustapposti, in TESS – scheda 13918 (http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=13918), 2013
INDIRIZZO WEB: http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=13918

