Nel 1972 la Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna, sotto la direzione di M. Marini Calvani, ha effettuato uno scavo archeologico presso la sede della Cassa di Risparmio in strada Cavestro, mettendo in luce i resti di un edificio residenziale con almeno due fasi edilizie. Alla prima fase si attribuisce un pavimento a cubetti di cotto (1) e i resti di un focolare costruito in sesquipedali (f), accanto al quale è stata rinvenuta un’anfora mozza interpretata come una modesta latrina (l). Alla seconda fase è attribuito il vano 2, pavimentato in tessellato, di cui si conservava anche il muro perimetrale nord in robuste sostruzioni di sesquipedali, per questo motivo datato a un periodo successivo alla seconda metà del I sec.d.C. In bibliografia non è fornita l’identificazione funzionale dell’ambiente 2; considerate le dimensioni piuttosto contenute e la scansione pavimentale, si potrebbe ipotizzare che si tratti di un cubicolo. La prima fase è forse di età augustea e comunque inquadrabile nella seconda metà del I sec.a.C. (la pianta con il posizionamento dei pavimenti è una rielaborazione di G. Paolucci da Storia di Parma 2009, carta 19; la planimetria allegata è tratta da Marini Calvani 1978, fig. 45).
Cronologia Estremi temporali: dal secolo I a.C. (3° q) al secolo I a.C. (4° q) Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
L’ambiente 2 è un piccolo vano rettangolare, pavimentato in tessellato, di cui è stato rinvenuto il muro perimetrale nord costruito in mattoni sesquipedali. L’ambiente, per la tecnica edilizia del muro, è datato alla seconda metà del I sec.d.C. In bibliografia non è fornita l’identificazione funzionale dell’ambiente; considerate le dimensioni piuttosto contenute e la scansione pavimentale, si potrebbe ipotizzare che si tratti di un cubicolo.
Cronologia Estremi temporali: dal secolo I d.C. (3° q) al secolo I d.C. (4° q) Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
Specifiche di rinvenimento Data: 1972 – Ente responsabile: SA ER
Strada Cavestro, vano 2, tessellato bicromo del cubicolo
Rivestimento con scansione: a più unità decorative
Pavimento in tessellato bicromo, messo in luce per circa il 30% della superficie originaria. Il pavimento è scandito in due tappeti giustapposti, che posso essere interpretati come l’anticamera del cubicolo e l’alcova. Il tappeto corrispondente all’anticamera si conserva solo per una minima porzione del campo, in tessellato bianco a ordito di filari paralleli e obliqui, mentre il tappeto corrispondente alla zona dell’alcova si conserva quasi per intero ed è in tessellato bianco, a ordito di filari paralleli e obliqui, bordato da una fascia nera. Va comunque rilevato che in bibliografia l’ambiente non è interpretato come cubicolo e il tappeto dell’alcova è indicato genericamente come soglia.
Cronologia Estremi temporali: dal secolo I d.C. (3° q) al secolo I d.C. (4° q) Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
Unità decorative
Parte dell’ambiente: alcova Tipo di impaginazione: a campo omogeneo Cromia: bicromo
Tessellato bianco, a ordito di filari paralleli e obliqui, bordato da una fascia bianca, a ordito obliquo e da una fascia nera a ordito dritto.
Specifiche tecniche Identificazione della Decorazione: geometrica Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)
Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Decorazioni geometriche
Motivo
Modulo
Riempimento
DM 105a – tessellato monocromo, a ordito di filari paralleli
Referenza fotografica: da Marini Calvani 1978
Parte dell’ambiente: anticamera Tipo di impaginazione: a campo omogeneo? Cromia: bicromo
Tappeto di cui si conserva una parte del bordo, costituita da una fascia bianca a ordito di filari parallelli e obliqui e da due fasce nere a ordito dritto, che racchiudono una linea tripla bianca, e di una piccola parte del campo, in tessellato bianco a ordito di filari paralleli e obliqui.
Catarsi, M. 2009, Il contributo dell’archeologia., in Storia di Parma. Parma Romana, Parma, p. 240, fig. 194c.Marini Calvani, M. 1978, Parma nell’antichità. Dalla preistoria all’evo antico., in Parma la città storica., Parma, p. 42, figg. 46-47.