scheda stampa

Scheda TESS – http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=5043
Regio X, Palatino, Casa di Livia, vano G, corridoio, tessellato bicromo con punteggiato di dadi – Roma  ( RM)

edificio residenziale/domus
Casa di Livia. Il complesso fu scoperto nel 1869 durante gli scavi diretti da Pietro Rosa per incarico di Napoleone III; è concordemente riconosciuto come l’appartamento di Livia nella prossima abitazione del princeps. La domus, incassata nel tufo del colle a quota m 41.11 slm, è realizzata in opus reticulatum abbastanza irregolare ed ha il prospetto esterno in blocchi squadrati di tufo; presenta due piani, entrambi più bassi di quello stradale, che distinguono i locali di rappresentanza – al piano terra- e i cubicoli di abitazione – al piano superiore -. Il nucleo originario è costituito da un atrio quadrangolare su cui si aprono quattro ambienti, tre sul fondo e uno sulla destra, convenzionalmente interpretati come tablinum, alae e triclinium; secondo altre ipotesi il vero atrio sarebbe da localizzare insieme con l’ingresso principale sul lato SE della casa, per cui questo settore andrebbe identificato con la pars postica della domus. Il piano superiore presenta tre cubicoli e altrettanti vani di servizio e un cortile posteriore. Una scala collocata nell’intercapedine compresa tra la parete dell’atrio e il triclinio raccordava i due settori, mentre un vestibolo coperto immetteva all’atrio dal lato O. L’edificio è realizzato in un opus reticulatum abbastanza irregolare, e conserva il sistema decorativo parietale e pavimentale originario; il primo consta di un ciclo di affreschi attribuibili ad una fase avanzata di II stile, il secondo di un apparato musivo bicromo a piccole tessere che associa negli schemi ambienti pubblici e privati sottolineando la contemporaneità. Sulla base delle tecniche costruttive e dei rivestimenti parietali e pavimentali la domus è databile nella seconda metà del I secolo a.C., tra Cesare e i primi anni del principato di Augusto. Sono riconoscibili successivi interventi nel complesso: una II fase, databile in età augustea, è evidente nelle strutture in opera reticolata realizzate prevalentemente nel settore legato ai servizi dell’abitazione; la III fase coincide con l’abbandono, entro l’epoca flavia, dei locali nobili, tagliati da muri laterizi che trasformano la domus in un nucleo destinato ai servizi del palazzo di proprietà imperiale. (I. IACOPI, s.v. Domus: Livia, in LTUR II, Roma 1995). Pianta edificio tratta da MORRICONE MATINI 1967.


Cronologia

Estremi temporali: dal secolo I a.C. (3° q) al secolo I a.C. (4° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici

AMBIENTE: corridoio
Ambiente G: corridoio a piano inclinato che, prendendo avvio da alcuni gradini, conduce alla corte (E in pianta) attraverso una soglia a pianta quadrangolare (F in pianta) sopraelevata di un gradino. Le mura della struttura sono nella medesima opera quasi reticolata che contraddistingue gli altri ambienti.

Cronologia

Estremi temporali: dal secolo I a.C. (3° q) al secolo I a.C. (4° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici

Specifiche di rinvenimento
Data:
1869

Regio X, Palatino, Casa di Livia, vano G, corridoio, tessellato bicromo con punteggiato di dadi

Rivestimento con scansione: a più unità decorative

Il rivestimento pavimentale è costituito da due parti, soglia (F) e vano (G). La prima presenta una balza marginale bianca, una cornice nera, costituita da una fascia di 5 filari di tessere nere disposte con ordito rettilineo e un campo decorato da un motivo geometrico, a filari sfalsati di quadrati, alternativamente bianchi e neri, intervallati da due coppie di triangoli tangenti per il vertice in colori a contrasto, che realizzano un motivo a clessidra Il corridoio presenta invece un tappeto musivo costituito da una balza marginale bianca costituita da filari di tessere bianche disposte in filari rettilinei e un campo monocromo bianco, costituito da filari di tessere oblique, punteggiato regolarmente da dadi in colore contrastante. Si conserva solo in due brevi tratti, sul lato nordoccidentale e su quello meridionale, che misurano rispettivamente cm 164 x 52 e cm 172 x 42. Notevoli i restauri.

Cronologia
Estremi temporali: dal secolo I a.C. (3° q) al secolo I a.C. (4° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
Misure
Lunghezza: 3.68 m; Larghezza: 1.68 m;

Unità decorative

Parte dell’ambiente: corridoio
Tipo di impaginazione: a campo omogeneo
Cromia: bicromo

Il tappeto presenta un’ampia balza marginale di tessere bianche disposte in filari rettilinei; il campo è un tessellato monocromo bianco costituito da filari di tessere disposte in filari obliqui, decorato da tessere quadrate di modulo maggiore e di colore contrastante, nero, inserite ad intervalli regolari, che realizzano un punteggiato di dadi in colore contrastante.

BORDO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: Lato cm 1-1.5. cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 1y – fascia monocroma
CAMPO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato con inserti di tessere musive di modulo maggiore)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: Lato cm 1-1.5. Le tessere di modulo maggiore misurano cm 2 -2.50 cm di lato. cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 107b – punteggiato di dadi su tessellatum in colore contrastante

Parte dell’ambiente: soglia
Tipo di impaginazione: a campo omogeneo
Cromia: bicromo

Il mosaico, le cui dimensioni originarie possono essere ricostruite in un rettangolo di m 1.60 x 1.40, presenta una balza marginale bianca, composta da filari di tessere bianche disposte in ordito rettilineo, una cornice nera, costituita da una fascia di 5 filari di tessere nere disposte con ordito rettilineo e un campo decorato da un motivo geometrico; questo presenta filari sfalsati di quadrati, alternativamente bianchi e neri, intervallati da due coppie di triangoli tangenti per il vertice in colori a contrasto , che realizzano un motivo a clessidra.

BORDO
Specifiche tecniche
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: Lato cm 1. cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 1y – fascia monocroma
CAMPO
Specifiche tecniche
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: Lato cm 1. cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 120g – scacchiera, gli scacchi caricati da un quadrato iscritto sulla diagonale in colori contrastanti (con effetto di reticolato)

CONSERVAZIONE
Oggetto conservato: parte del pavimento – Conservato in: situ (Roma, Palatino, domus di Livia)

Roma, Palatino, domus di Livia (Riferimento: Sopr Arch Roma)

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
Morricone Matini, M.L. 1967, in Regione Prima. Roma: Reg. X, Palatium (Mosaici Antichi in Italia), Roma, P. 59, n. 59., Fig. 21, p. 54; tav XIV, 59; tav. G, 2..
Morricone Matini, M.L. 1967, in Regione Prima. Roma: Reg. X, Palatium (Mosaici Antichi in Italia), Roma, p. 59, nn. 60-61, fig. 21, p. 54; tav. XIV, 60; tav. G, 2..

CITAZIONE E CONDIVISIONE
STRINGA BIBLIOGRAFICA: Laurenzi, Elsa, Regio X, Palatino, Casa di Livia, vano G, corridoio, tessellato bicromo con punteggiato di dadi, in TESS – scheda 5043 (http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=5043), 2008
INDIRIZZO WEB: http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=5043

DATA SCHEDA: 2008 | AUTORE: Laurenzi, Elsa | REF. SCIENT. : Tortorella, Stefano | AGGIORNAMENTO: 2017 | COMPILAZIONE/REVISIONE A CURA DI: D’Anna, Carmen