Imponente villa rustica conservata al di sotto della moderna Masseria Ciccotti in loc. Fonte Gagliardi. Alcune parti centrali dell’edificio (balneum) furono portate alla luce agli inizi del ‘900 per opera della Soprintendenza locale, mentre i primi scavi sistematici sono statti condotti a partire dal 1989 da una missione italo-canadese dell’Università di Perugia (M. Gualtieri) e dell’Università dell’Alberta di Edmonton (H. Fracchia) in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata. Del complesso monumentale, articolato per padiglioni e senz’altro afferente a personaggi di alto rango (GUALTIERI 2012, pp. 164-164), sono state individuate tre fasi principali, tra cui si segnala quella medio-imperiale per le sontuose decorazioni pavimentali in tessellato (bicromo e policromo) e in opus sectile degli ambienti cerimoniali della villa. FASE I (I sec. a.C.-I sec. d.C.): sul sito di una precedente fattoria di età lucana (IV sec. a.C.) viene costruita verso la fine del I sec. a.C. una tipica villa a peristilio sul modello campano-laziale. L’impianto planimetrico di questa fase non è leggibile nella sua interezza, ma doveva trattarsi di un complesso già di una certa imponenza, almeno a giudicare dalle dimensioni medio-grandi dell’atrium con peristilio (20 x 20 m) e dall’imponente basis villae, che creava un poderoso terrazzamento sul vallone sottostante. Il portico O del peristilio, rimasto sostanzialmente immutato nella planimetria e nella funzione di nucleo centrale del complesso fino al periodo tardo-antico, insisteva su una grande cisterna funzionale all’approvvigionamento idrico sia del settore residenziale sia, soprattutto, di quello rustico, documentato dalle prospezioni geofisiche a NE. FASE II (fine II-metà III sec. d.C.): tra la seconda metà del II secolo d.C. e i primi decenni del III si datano alcune vistose trasformazioni della pars urbana della villa, che viene notevolmente ampliata con l’aggiunta di un vasto e articolato impianto termale nel settore N del sito e di un acquedotto, di cui si conserva l’imponente castellum aquarum inglobato nella Masseria Ciccotti. Nel III secolo un gruppo di ambienti centrali del settore residenziale, immediatamente ad O del peristilio, acquistano caratteristiche di spiccata monumentalità, con un apparato decorativo di elevato livello evidenziato dagli elaborati e raffinatissimi pavimenti in opus sectile del salone da ricevimento (amb. 13/14) e a mosaico con raffigurazione di Aiòn e le Stagioni del vano di passaggio-rappresentanza 21. In questo periodo viene impostata una vasca rettangolare nello spazio aperto del peristilio, ora alimentata dall’acquedotto e posizionata scenograficamente in asse con l’ampio ingresso all’ambiente mosaicato (amb. 21) e con la fontana al centro del grande salone adiacente (amb. 13/14). L’elegante decorazione pavimentale in mosaico ed opus sectile di quest’ultimo con caratteristica configurazione a ‘T’ lo qualifica quale grande sala conviviale (coenatio), con triclinium all’estremità O (c.d. amb. 13) e monumentale accesso ad E dall’amb. 21, mediante una rampa a triplice scalinata che regolarizzava il dislivello del terreno. In concomitanza con tali trasformazioni si può datare anche l’impianto del monumentale balneum, solo parzialmente scavato agli inizi del secolo scorso da V. Di Cicco. FASE III (IV-V sec. a.C.): una nuova fase edilizia della villa può datarsi all’epoca costantiniana, quando l’intero complesso viene quasi ad assumere l’aspetto di un palazzo urbano. Gli elementi più vistosi di questa ristrutturazione sono l’aggiunta della grande sala absidata preceduta da un ambulacro (amb. 11) e la presenza di una trichora, che conferiscono all’impianto le caratteristiche della villa/praetorium palladiana. Oltre a tale innovazione planimetrica dalla spiccata funzione cerimoniale, vengono riutilizzate molte strutture delle fasi precedenti, in taluni casi restaurando i piani pavimentali decorati, in altri mettendone in opera di nuovi, prevalentemente a decorazione geometrica (GUALTIERI 1994, pp. 59-62). Un altro aspetto rilevante del complesso tardo-antico è la notevole estensione e articolazione della pars rustica, il cui uso è documentato dalla ceramica sino alla metà del V secolo a.C. Pianta edificio da GUALTIERI 2012.
Cronologia Estremi temporali: dal secolo I a.C. (3° q) al secolo V d.C. (2° q) Motivazione della cronologia: dati archeologici
Villa rustica di Masseria Ciccotti (loc. Fonte Gagliardi), ambiente 12, tessellato a decorazione geometrica e vegetale (MC-13) Tessellato policromo a decorazione geometrica e vegetale centralizzata. Se ne conosce solo la fotografia di una porzione di decorazione in GUALTIERI 1994, pp. 60-61, figg. 12-13. Campo diviso a riquadri e motivi ornamentali giustapposti che incorniciavano uno pseudoemblema centrale, in gran parte distrutto, entro una cornice a guilloche, a sua volta iscritto entro un riquadro di 2 x 2,5 m. Nei quattro angoli di quest’ultimo crateri con girali floreali uscenti dal vaso.
Villa rustica di Masseria Ciccotti (loc. Fonte Gagliardi), coenatio, pavimento in tecnica mista (MC-04) Rivestimento in tecnica mista (tessellato e opus sectile), associato ad una decorazione parietale marmorea. Il pavimento si compone di quattro unità decorative che individuano due diversi settori con funzioni distinte: uno spazio tricliniare (a) preceduto da un’ampio salone di rappresentanza (c), probabilmente dotato di soglia (d), separati da una fascia partizionale (b).
Sala di passaggio-rappresentanza (amb. 21) di medie dimensioni (6 x 8 m), il cui carattere cerimoniale è attestato dalla pavimentazione con megalografia musiva raffigurante Aion e le Stagioni. Sul lato E, il vano si apre sul peristilio (amb. 22), mentre sul lato O introduceva alla coenatio (amb. 13/14) mediante una triplice scalinata bordata da un tessellato bianco.
Lunghezza: 6 m – Larghezza: 8 m
Cronologia Estremi temporali: dal secolo II a.C. (4° q) al secolo V d.C. (2° q) Motivazione della cronologia: dati archeologici
Specifiche di rinvenimento Data: 1998
Villa rustica di Masseria Ciccotti (loc. Fonte Gagliardi), coenatio, tessellato (MC-05)
Rivestimento con scansione: a più unità decorative
Mosaico formato da due parti distinte: la parte O è composta da una larga fascia in tessellato bianco (b) che si adatta alla piattaforma di fondo con gradinate, mentre il settore principale (6 x 6 m) dell’ambiente è occupato da una composizione centralizzata con disposizione simmetrica di motivi decorativi geometrici tutt’intorno agli ottagoni posti ai quattro angoli del quadrato (a). Questi ultimi fungono da cornice per le personificazioni delle quattro Stagioni; l’ottagono centrale, invece, racchiude la raffigurazione di Aion. Immagine rivestimento di C. Angelelli.
Cronologia Estremi temporali: dal secolo III d.C. (1° q) al secolo III d.C. (2° q) Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici
Unità decorative
Parte dell’ambiente: intero ambiente Tipo di impaginazione: centralizzata a emblema/pseudoemblema Cromia: policromo
Tessellato policromo raffigurante Aion e le Stagioni all’interno di una composizione geometrica centralizzata, incorniciata da una fascia a meandro di svastiche a giro semplice (DM 35d) e da una treccia a due capi policroma con nodi serrati, su fondo scuro (DM 71b). La decorazione geometrica policroma si compone di ottagoni stellati a rettangoli, tangenti per due sommità, formanti esagoni allungati (scompartiti in un quadrato sulla diagonale fiancheggiato da due coppie di losanghe: variante di DM 176e). I quattro ottagoni agli angoli con le Stagioni in guisa di mezzi busti femminili sono incorniciati da un motivo a onde con sfondo sfumato (DM 60e) e da denti di sega dentati (DM 10g). Le due immagini superstiti sono identificabili con l’Autunno, una giovane figura femminile con diadema sulla fronte rappresentata con il volto di tre quarti, e l’Inverno, caratterizzata dalla palla sul capo fermata da un cercine. Nell’ottagono centrale della composizione, bordato da una cornice a onde a giro semplice (DM 101b), Aion siede su una roccia con l’ellisse zodiacale nella mano destra e un rametto vegetale nella sinistra. Tessere calcaree di colore verde, bruno, rosso e bianco.
Specifiche tecniche Identificazione della Decorazione: geometrica Tecnica Esecutiva: tessellato Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Decorazioni geometriche
Motivo
Modulo
Riempimento
DM 176b – composizione ortogonale di ottagoni e di rettangoli adiacenti, formanti piccoli ottagoni irregolari, gli ottagoni più grandi scompartiti in un quadrato e in quattro esagoni allungati costruiti sui lati
trecce a due capi, nodi di Solomone, clessidre, spine rettilinee corte
DM 60e – onde, il fondo sfumato in senso orizzontale
DM 10g – denti di sega, dentati
Referenza fotografica: immagine da GUALTIERI 2012, p. 161, fig. 21.
Parte dell’ambiente: fascia partizionale Tipo di impaginazione: a campo omogeneo Cromia: monocromo
Fascia in tessellato bianco a ordito di filari paralleli (DM 105a).
Gualtieri, M. 2005, Aion e le Stagioni in Lucania: contesto architettonico, committenza, musivarii, in Atti del X Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del mosaico (Lecce, 18-21 febbraio 2004) , Tivoli, pp. 225-240. Gualtieri, M. 2008, Aion-Annus-“Aeternitas” nei mosaici di II-III secolo d.C.: fra religiosità locale ed autorappresentazione, in Image et religion dans l’antiquité gréco-romaine, Actes du Colloque de Rome, 11-13 Décembre 2003, Napoli, pp. 427-435, figg. 9-15. Gualtieri, M. 2008, La villa di Masseria Ciccotti di Oppido Lucano: fasi edilizie, architettura, mosaici, in Felicitas Temporum. Dalla terra alle genti: la Basilicata settentrionale tra archeologia e storia, Potenza, pp. 279-284, figg. 17-22. Gualtieri, M. 2012, La coenatio di III secolo nella villa di Masseria Ciccotti (Oppido Lucano, PZ), in Amoenitas. Rivista internazionale di studi miscellanei sulla villa romana antica, Roma, pp. 160-164, figg. 18-25.
DATA SCHEDA: 2015 | AUTORE: Donnici, Fabio | REF. SCIENT. : Monaco, Maria Chiara | AGGIORNAMENTO: 2016 | COMPILAZIONE/REVISIONE A CURA DI: Angelelli, Claudia