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Scheda TESS – http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=14045
Palazzo di Teodorico, triclinio S, tessellato con scene figurate – Ravenna  ( RA )

edificio residenziale/palatium
Tra il 1908 e il 1914 sotto la direzione di G. Ghirardini furono effettuati scavi immediatamente a Nord di via Alberoni, in un’area di 4000 mq di proprietà della famiglia Serena Monghini, area nella quale già nell’800 erano stati praticati scavi che avevano messo in luce ampi tratti di pavimentazioni musive. Gli scavi Ghirardini scoprirono, in modo parziale, un vasto complesso edilizio noto in letteratura come “Palazzo di Teodorico”; l’area a Sud del complesso è quella che fu maggiormente approfondita sia in sede di scavo sia in fase di rielaborazione, mentre il resto del complesso si conosce in maniera meno estensiva ed è più difficoltoso individuarne lo sviluppo diacronico. La metodologia adottata non adeguata ad un complesso pluristratificato come quello in esame, la dispersione dei dati di scavo e la non perfetta coincidenza tra le piante redatte e le sequenze individuabili dai diari di scavo non permettono dunque di acclarare in modo definitivo l’esatto sviluppo diacronico del complesso; il tentativo di F. Berti di isolare gruppi di pavimenti in base alle quote di rinvenimento non è completamente riuscito per le difformità nelle quote stesse tra le diverse aree del palazzo (dovute certamente alla vasta area su cui si impianta il complesso e forse alla poca precisione dei rilievi) e poco incisivo perché lo studio dei pavimenti non suffraga le differenti cronologie proposte di volta in volta. Altre interpretazioni complessive del palazzo negli ultimi anni sono quelle di Baldini Lippolis (1997 e 2001), Augenti (2005) e Russo (2005), delle quali la più convincente sembra essere quella di A. Augenti, sebbene con alcune criticità.
Il dato certo è che nella zona Sud è documentato l’impianto di una domus di età protoaugustea, la cui continuità di vita prosegue almeno fino al III- inizi del IV secolo, come documentano i restauri nelle pavimentazioni musive, mentre nella zona a Nord si trovano alcune strutture che sono state da alcuni (Deichmann, seguito da Russo) messe in relazione con il pretorio del prefetto di Ravenna.
I FASE: in un momento cronologico di circa IV secolo è possibile individuare un intervento edilizio abbastanza rilevante: nel settore Nord il fulcro è la stanza L (13,5×11 m), un vano rettangolare che nel muro settentrionale è dotato di una piccola abside semicircolare e che è aperto mediante una trifora sul porticato A (A’’’ nel settore Nord). A tale ambiente sono addossati quattro piccoli vani (M,N,O,P), ai quali si accedeva dall’aula L. In questa fase l’ambiente L è dotato di pavimento in sectile, così come gli altri ambienti vicini. Ad Ovest di M si trova un ulteriore vano (Z) anche questo pavimentato in opus sectile, mentre ad Est di O si trovano due ambienti adiacenti (Q, R), entrambi pavimentati in esagonette di cotto. In questa fase i bracci porticati della corte A erano pavimentati in tessellato: del pavimento si conservano alcuni tratti in A’, A’’’ e forse A’’. Nel settore meridionale sono parzialmente riutilizzati gli ambienti della domus preesistenti; in questa fase l’unico ad essere ripavimentato è il vano C, in cui sono stati scoperti alcuni frammenti di un nuovo rivestimento in tessellato.
II FASE: a un momento successivo, inquadrabile in età onoriana (inizi del V secolo) può essere ascritto l’ampliamento del vano L: il nuovo ambiente è più grande (27x11m), presenta un’abside presso il lato Nord ed è dotato di un nuovo pavimento in sectile. In questa fase non sono documentati nuovi interventi pavimentali nei vani M ed N. A questa fase si attribuiscono i due nuovi ambienti a fianco di L, U e T, entrambi pavimentati in opus sectile. Forse in questa fase è realizzata la tamponatura degli spazi nei pilastri della corte A, con la conseguente creazione di un corridoio continuo (A’, A’’, A’’’). Nella zona A’ è stata individuata una pavimentazione in tessellato che copre la precedente. Nel settore meridionale l’ambiente B è dotato di suspensurae (funzionali alla deumidificazione o a un impianto di riscaldamento, non ad un impianto termale come da alcuni ipotizzato). Il vano H diviene più grande mediante la distruzione di un tramezzo precedente.
III FASE: all’età teodoriciana (fine V-inizi VI) è attribuita la realizzazione nel settore Nord di un grande triclinio triabsidato, aggiunto a Nord di R e dotato di pavimento in tessellato. L’aula l è ripavimentata in tessellato, mentre l’ambiente T è ingrandito mediante l’aggiunta di un’abside e ripavimentato in tessellato. In questa fase forse possono essere attribuiti due pavimenti rintracciati nel vano O (non conservato) e P (in tessellato e sectile), mentre è quasi certa la ripavimentazione in tessellato del vano Q. A questa fase possono, con qualche dubbio, essere riferiti i rifacimenti dei corridoi A’ e A’’’, sempre in tessellato. Nel settore meridionale assistiamo alla ripavimentazione in tessellato di numerosi ambienti (C, D che in questa fase è di dimensioni maggiori, E, G), mentre nel settore sud è realizzato il corridoio I, dotato di un pavimento in tessellato che in una sottofase di poco successiva è in parte o del tutto rifatto.
IV FASE: in età post-teodoriciana, tra la metà e la seconda metà del VI secolo, nel settore Nord si assiste alla realizzazione del vano V e alla ripavimentazione del vano Z. Altri interventi e ripavimentazioni in tessellato si verificano nel corridoio A’’’ e A’’, poco leggibili e probabilmente distribuiti in sottofasi distinte. Nel settore meridionale è rifatta in tessellato la pavimentazione del corridoio I e contestualmente può essere attribuita a questa fase la pavimentazione del corridoio I’’’, a sua volta rimpiazzato da un tessellato posteriore in un intervento riferibile a una sottofase distinta.
Ricapitolando, si deve innanzitutto rilevare che il palatium si innesta in un’area a continuità di vita fin dall’età tardorepubblicana; sono individuabili quattro macro fasi cronologiche, ma ognuna di esse presenta una o più sottofasi all’interno delle quali è difficile cogliere con puntualità l’effettiva portata degli interventi edilizi. I FASE: IV secolo; II FASE: inizi/prima metà del V secolo; III FASE: fine V/ primo quarto del VI secolo; IV FASE: pieno VI secolo/ inizi VII. Va ricordato che la ricostruzione proposta non è universalmente condivisa in letteratura, tuttavia, pur con alcune difficoltà, sembra essere la più convincente. (la pianta località edificio è tratta da Russo 2005, fig. 2; la pianta dell’edificio è una rielaborazione delle quattro macrofasi ed è tratta da Augenti 2005, figg. 3, 6, 8, 11)


Cronologia

Estremi temporali: dal secolo IV d.C. (1° q) al secolo IV d.C. (4° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici

AMBIENTE: triclinio
Il grande triclinio S è realizzato ex novo nella III fase del complesso edilizio (età teodoriciana) ed è caratterizzato da una pianta mistilinea: i lati Nord, Est ed Ovest, infatti, sono absidati e il lato Sud è aperto sul vano R, che difatti in questa fase è ripavimentato. Presenta una complessa decorazione in tessellato che si estende sia nelle absidi che nello spazio centrale. Nel corso del VI secolo l’ambiente non sembra subire interventi edilizi di un certo rilievo ed è mantenuto in uso durante il corso del VI secolo. Come per gli altri ambienti del complesso, la scansione temporale qui proposta non è universalmente condivisa in letteratura, ma i dati disponibili non sono dirimenti e pertanto restano forti dubbi sull’effettivo sviluppo diacronico dell’ambiente.

Cronologia

Estremi temporali: dal secolo V d.C. (4° q) al secolo VI d.C. (1° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici

Specifiche di rinvenimento
Data:
1908-1914

Palazzo di Teodorico, triclinio S, tessellato con scene figurate

Rivestimento con scansione: a più unità decorative

Rivestimento in tessellato policromo, rintracciato per una parte della superficie originaria e scandito in uno spazio centrale e tre tappeti corrispondenti ad altrettante absidi. Lo spazio centrale è decorato, entro cornici geometriche, da scene figurate (Bellerofonte e la Chimera, putti alati, busti di Stagioni); del tappeto sono state staccate 34 sezioni. L’abside Nord (1: 0.78x1m; 2: 1.09×1.14m) è decorata da una composizione di ottagoni intersecantisi. Le absidi Est ed Ovest (1: max 1.30x max 0.99m; 2: 0.48×0.82m; 3: 0.48×0.43m) sono entrambe decorate da una composizione di quadrati e losanghe.

Cronologia
Estremi temporali: dal secolo V d.C. (4° q) al secolo VI d.C. (1° q)
Motivazione della cronologia: dati stilistici ed archeologici

Unità decorative

Parte dell’ambiente: intero ambiente
Tipo di impaginazione: centralizzata
Cromia: policromo

Lo spazio centrale (15.60×11.20m) del triclinio è suddiviso, mediante una treccia a due capi policroma su fondo nero, in 9 scomparti: quello centrale (a) di forma quadrata, quelli angolari (f, g, i, h) di forma quadrata, ma di dimensioni maggiori e campiti da un cerchio, i restanti (b, c, d, e) di forma quadrangolare. Gli scomparti d ed h non sono conservati, di i resta un piccolo tratto, mentre gli altri si conservano per una superficie maggiore, sebbene nessuno sia preservato nella sua completezza.
a: la cornice interna dello scomparto centrale è caratterizzata da una linea tripla bianca e da una fila di denti di sega dentati, bianchi su fondo nero. Il tappeto è decorato dal soggetto mitologico di Bellerofonte e la Chimera. Bellerofonte ha appena colpito la Chimera e ha il braccio destro sollevato e il capo rivolto a sinistra (restano il profilo del collo e la macchia di capelli sulla nuca); Pegaso è in primo piano rispetto alla Chimera già accasciata. Del cavallo restano le zampe posteriori, la lunga coda e l’estremità dell’ala destra, mentre del mostro si riconosce la coda serpentiforme, il corpo, la testa leonina e le corna di capra. Alcuni alberelli stilizzati posti lungo i margini e rialzi rocciosi forniscono indicazioni paesaggistiche della scena.

b: la cornice interna è costituita da una treccia a tre capi policroma su fondo chiaro inquadrate tra linee triple bianche e linee semplici nere. Anche in questo scomparto il soggetto è figurato: i pochi tratti conservati permettono di ricostruire in parte la decorazione, che doveva consistere in due putti alati che con le braccia sollevate sorreggevano una corona di alloro, le foglie rosse; resta solo una parte della corona e qualche dettaglio del putto di sinistra.

c: il bordo interno è costituito da una fascia ad onde, il fondo sfumato in senso orizzontale, compresa tra linee triple bianche e linee semplici nere. Il soggetto è una coppia di putti che sorreggono sopra le teste una tabula ansata resa da una linea dentellata nera e da una linea semplice rossa (le anse campite in rosso) in cui sono iscritti, su quattro righe, i seguenti esametri: SUME QUOD AUTUMNUS QUOD / VER QUOD BRUMA QUOD ESTAS / ALTERNIS REPARANT ET / TOTO CREANTUR IN ORBE. Sopra la tabula ansata pende un festoncino fermato al centro e ricadente sui lati, mentre tra i putti si trovava un qualche elemento divisorio (di tipo vegetale?) non più identificabile. Anche in questo scomparto è il putto di sinistra ad essere maggiormente conservato.

e: sia la cornice che la decorazione del riquadro sono del tutto simili a quelle di c. In questo scomparto restano solo le gambe dei due putti, separati da un elemento vegetale qui ben riconoscibile, mentre della tabula ansata non restano che alcuni tratti della cornice. Molto simile è anche il festone che chiude in alto la composizione.

f: il cerchio è disegnato da una linea semplice nera, una linea tripla bianca, una fascia ad onde correnti rosse su fondo bianco, due linee semplici nere che comprendono una linea doppia bianca. Negli spazi di risulta tra la circonferenza e il bordo sono inseriti elementi vegetalizzati policromi (simili a calici fioriti) su fondo bianco, estremamente stilizzati. Nel cerchio si trova un busto frontale, femminile, acefalo e mutilo (ma dall’andamento delle tessere si può stabilire che il capo fosse nimbato). Il braccio sinistro stringe un cesto cilindrico, la veste è fermata da un nastro rosato sotto il petto e ricade con larghe pieghe. Si tratta forse della rappresentazione dell’Autunno.

g: il cerchio è disegnato da una linea semplice nera, una linea tripla bianca, una fascia ad onde correnti nere su fondo bianco, due linee semplici nere che comprendono una linea doppia bianca. Anche in questo caso negli spazi di risulta tra la circonferenza e il bordo sono inseriti elementi vegetalizzati policromi (simili a calici fioriti) su fondo bianco, estremamente stilizzati. Nel cerchio si trova un busto frontale, femminile, acefalo e mutilo nella parte di sinistra (anche in questo caso il capo era nimbato). La figura indossa una tunica manicata decorata da due fibule circolari sulla spalla destra, e indossa un bracciale aureo. Con la mano destra teneva un fascio vegetale (?) di cui resta solo una parte del tratto inferiore. Si tratta forse della rappresentazione della Primavera o forse dell’Estate.

i: il cerchio è disegnato da una linea semplice nera, una linea tripla bianca, una fascia ad onde correnti nere su fondo bianco, due linee semplici nere che comprendono una linea doppia bianca. Anche in questo caso negli spazi di risulta tra la circonferenza e il bordo sono inseriti elementi vegetalizzati policromi (simili a calici fioriti) su fondo bianco, estremamente stilizzati. Anche in questo scomparto la decorazione probabilmente prevedeva la rappresentazione di una Stagione, ma non si è conservata.

BORDO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1/1.5 cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 1a – linea semplice
DM 1i – linea doppia
DM 1t – linea tripla
DM 101b – onde correnti a giro semplice
DM 60e – onde, il fondo sfumato in senso orizzontale
DM 10g – denti di sega, dentati
DM 70j – treccia a due capi, policroma, con effetto di rilievo, su fondo scuro
DM 72c – treccia a tre capi policroma, su fondo chiaro
CAMPO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica e figurata
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1/1.5 cm

Decorazioni figurate

Tema Soggetto Altre componenti
Bellerofonte
Chimera
Pegaso
Personificazione di Autunno
Personificazione di Estate
Figure di Putti alati tabula ansata
Figure di Putti alati corona di alloro

Iscrizioni

Trascrizione Lingua Impaginazione Andamento Punteggiatura Altezza (min-max)
SUME QUOD AUTUMNUS QUOD / VER QUOD BRUMA QUOD ESTAS / ALTERNIS REPARANT ET / TOTO CREANTUR IN ORBE latino verticale destrorso nessuno – (cm)
Referenza fotografica: Ghirardini 1915 tav. VIII

Parte dell’ambiente: abside
Tipo di impaginazione: iterativa
Cromia: policromo

Il tappeto corrispondente all’abside Nord è bordato da una treccia a quattro capi policroma su fondo chiaro seguita da una linea tripla bianca tra linee semplici nere ed è decorato da una composizione ortogonale di quadrati e losanghe adiacenti, delineata in nero su fondo bianco. Sia quadrati che losanghe sono campiti da quadrati e losange inscritte, rese a campiture cromatiche nei toni del rosso, del rosa e del grigio. L’acquerello di Azzaroni mostra un ampio tratto reso a modulo leggeremente più grande, presumibilmente un restauro antico di tipo mimetico.

BORDO
Elemento non presente

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 1t – linea tripla
DM 1a – linea semplice
DM 73c – treccia a quattro capi, policroma, su fondo chiaro
CAMPO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1/1.5 cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 161b – composizione ortogonale di quadrati e losanghe adiacenti, delineata
Referenza fotografica: Berti 1976 tav. XLVII n. 59

Parte dell’ambiente: abside
Tipo di impaginazione: iterativa
Cromia: policromo

L’abside Est è bordata da una coppia di sinusoidi incrociate, contrapposte, qui disegnate da un cordone di linee semplici, formanti una fila di cerchi (campiti alternativamente in rosso e in giallo), inquadrata da linee triple bianche e linee semplici nere. Il tappeto è decorato da una composizione ortogonale di ottagoni irregolari, intersecantisi e adiacenti sui lati minori (formanti quadrati ed esagoni allungati), delineata in nero su fondo bianco. Gli ottagoni sono campiti da ottagoni inscritti, resi a campiture cromatiche per file orizzontali (in rosso) e verticali (in grigio). I quadrati sono campiti da quadrati inscritti, delineati da quadrati a gradoni nelle sfumature del rosso, resi a modulo maggiore o minore (questi ultimi simili a diamanti).

BORDO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1/1.5 cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
var. DM 68a – coppia di sinusoidi incrociate, contrapposte, qui disegnate da un cordone di linee semplici, formanti una fila di cerchi
CAMPO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1/1.5 cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 169a – composizione ortogonale di ottagoni irregolari, intersecantisi e adiacenti sui lati minori (formanti quadrati ed esagoni allungati), delineata
Referenza fotografica: Berti 1976 tav. XLVI n. 58
Si ipotizza che il frammento sia da riferire all’abside Est grazie al confronto con le foto di scavo

Parte dell’ambiente: abside
Tipo di impaginazione: iterativa
Cromia: policromo

L’abside Ovest è bordata da una coppia di sinusoidi incrociate, contrapposte, qui disegnate da un cordone di linee semplici, formanti una fila di cerchi (campiti alternativamente in rosso e in giallo), inquadrata da linee triple bianche e linee semplici nere. Il tappeto è decorato da una composizione ortogonale di ottagoni irregolari, intersecantisi e adiacenti sui lati minori (formanti quadrati ed esagoni allungati), delineata in nero su fondo bianco. Gli ottagoni sono campiti da ottagoni inscritti, resi a campiture cromatiche per file orizzontali (in rosso) e verticali (in grigio). I quadrati sono campiti da quadrati inscritti, delineati da quadrati a gradoni nelle sfumature del rosso, resi a modulo maggiore o minore (questi ultimi simili a diamanti).

BORDO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1/1.5 cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 1a – linea semplice
DM 1t – linea tripla
var. DM 68a – coppia di sinusoidi incrociate, contrapposte, qui disegnate da un cordone di linee semplici, formanti una fila di cerchi
CAMPO
Specifiche tecniche
Identificazione della Decorazione: geometrica
Tecnica Esecutiva: tessellato (tessellato senza inserti)

Dimensioni Generiche Tessere: piccole o medie
Dimensioni Metriche Tessere: 1/1.5 cm

Decorazioni geometriche

Motivo Modulo Riempimento
DM 169a – composizione ortogonale di ottagoni irregolari, intersecantisi e adiacenti sui lati minori (formanti quadrati ed esagoni allungati), delineata
Referenza fotografica: Berti 1976 tav. XLVI n. 58

CONSERVAZIONE
Oggetto conservato: parte del pavimento – Conservato in: area archeologica (Cd. Palazzo di Teodorico (Chiesa di San Salvatore ad Calchi))

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
Baldini Lippolis, I. 1997, Articolazione e decorazione del palazzo imperiale di Ravenna, in Corsi di Cultura sull’Arte Ravennate e Bizantina, Ravenna, pp. 22-23.
Berti, F. 1976, in Mosaici antichi in Italia, Aemilia. Regione ottava. Ravenna, 1, Roma, pp. 77-81, tavv. XLVI-LI; figg. 19-20.
Canuti, G. 1994, Iconografia delle stagioni nei mosaici pavimentali antichi d’Italia, in Atti del I Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico, Ravenna, p. 515.
Farioli Campanati, R. 1971, Ambientazione e idee informatrici del mosaico pavimentale ravennate, con particolare riferimento ai mosaici rinvenuti a Classe, in Corso di Cultura sull’arte Ravennate e Bizantina, p. 451.
Ghirardini, G. 1916, Gli scavi del palazzo di Teodorico a Ravenna, in Monumenti Antichi, Milano , coll. 786-794, figg. 21-27, tav. VIII.
Rizzardi, C. 1996, I mosaici del triclinio del Palatium di Teodorico a Ravenna, in Atti del III Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (Bordighera, 6-10 dicembre 1995), Ravenna, pp. 353-358, figg. 2-7.

CITAZIONE E CONDIVISIONE
STRINGA BIBLIOGRAFICA: Paolucci, Giovanna, Palazzo di Teodorico, triclinio S, tessellato con scene figurate, in TESS – scheda 14045 (http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=14045), 2013
INDIRIZZO WEB: http://tess.beniculturali.unipd.it/web/scheda/?recid=14045

DATA SCHEDA: 2013 | AUTORE: Paolucci, Giovanna | REF. SCIENT. : Ghedini, Francesca